mercoledì 5 dicembre 2018

La prima maratona non si scorda mai (terza parte)


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Sono passate già due settimane dal favoloso weekend veronese.

Ritorno spesso indietro col pensiero a rivivere alcuni momenti della cavalcata solitaria che ha avuto il potere di rendermi così tanto (forse troppo) orgoglioso di me stesso.

Ogni volta è come aprire un piccolo scrigno prezioso, ripieno di autostima, che rimarrà dentro di me per sempre, qualsiasi cosa mi riservi il futuro.


Per concludere degnamente la giornata di Domenica, rimaneva solamente da reintegrare le oltre 3000 calorie consumate.

Per l'occasione avevo prenotato settimane prima in un'osteria tipica in pieno centro. Devo dire che anche lì mi sono difeso bene, questa volta ben spalleggiato dal resto della famiglia.


Alcune delle portate del mio ristoro finale personalizzato


Dopo aver ripristinato i livelli di liquidi e carboidrati, passeggiamo per le strade di una Verona superaffollata, complice anche l'inaugurazione dei mercatini di Natale.

Ci dirigiamo senza fretta alla macchina per rientrare a Bologna. Io continuo a deambulare pigramente con la mente piacevolmente intorpidita, un po’ a causa della stanchezza fisica, un po’ a causa dell'Amarone che mi sono scolato.

In questo stato di beato distacco da tutto ciò che mi circonda, mi sembra di essere ancora fermo ai momenti vissuti subito dopo aver tagliato il traguardo, con un bicchiere di tè caldo in una mano e un biscotto secco nell'altra: il battito cardiaco è appena tornato alla frequenza normale e non solo posso ripensare in maniera lucida ai 42 Km appena percorsi, ma sto anche realizzando di aver appena attraversato il momento e il luogo che sono rimasti impressi nella mia mente costantemente negli ultimi tre mesi, mentre lavoravo duramente per preparare il corpo ad arrivare qui ed ora.

Adesso so cosa significa correre una maratona. Dopo aver letto e sentito per anni i racconti più o meno mitologici di tanti altri maratoneti, invidiando le loro gesta e sognando di imitarli, ora anch'io posso godermi la mia medaglia.





A mente fredda, penso che l'argomento maratona si possa ridurre in termini abbastanza semplici: è tutta questione di allenamento. In altre parole, chiunque può correre la maratona ed ottenere un buon risultato, basta allenarsi in maniera adeguata.

Sembra un'affermazione scontata lo so, ma non è forse questo uno degli aspetti migliori della corsa? Se si lavora duro, si viene premiati. Non ci sono scorciatoie, ma in genere nemmeno grossi impedimenti fortuiti o contrattempi insormontabili.

Per questo rimango convinto, come ho più volte sottolineato, che la maratona non inizia al momento dello sparo, ma almeno tre mesi prima, quando ci si allaccia le scarpe e si decide di scendere in strada per il primo allenamento della propria tabella.

E ritengo pertanto che l'ingrediente più importante per il mio successo finale sia stato riuscire a non saltare nemmeno una seduta di allenamento.

Senza volerne farne un vanto, perché non lo ritengo un merito; semplicemente ho la fortuna di possedere le qualità necessarie, ossia autodisciplina e costanza. Me ne mancano molte altre che vorrei avere, ma in questo caso quelle che ho sono bastate!


Ora conosco il mio valore come maratoneta e – anche se per il momento non ho fatto nuovi programmi – ho un buon punto di partenza in prospettiva futura.

E so anche su quali aspetti devo lavorare se voglio migliorare e magari ottenere un nuovo PB: sul finale ho rischiato i crampi ai polpacci, segno che mi è mancato il lavoro di potenziamento muscolare che avrei dovuto svolgere in estate ma che ho dovuto saltare a causa dei problemi ai tendini.

La preparazione avrebbe dovuto comprendere infatti anche uscite di corsa in salita (per rinforzare glutei e polpacci) e in discesa (per irrobustire i quadricipiti). Ma purtroppo ho dovuto eliminarle per non compromettere del tutto i miei tendini già malmessi.

Ora finalmente posso concedergli il meritato riposo e magari – a sei mesi dall'infortunio – riuscire a guarire del tutto.


Chiudo riportando un po' di numeri e di dati (perché in fondo rimango sempre un nerd prestato al mondo della corsa):

  • I tempi dei passaggi parziali:

Km
Posizione
Race Time
Real Time
Parziale
Tot.
Cat.
Tempo
min/Km
Tempo
min/Km
Km
Tempo
min/Km
2,4
492
112
0:12:06
05:02
0:11:23
04:45
2,4
0:11:23
04:45
5,0
507
118
0:24:42
04:56
0:23:59
04:48
2,6
0:12:35
04:50
8,0


0:38:42
04:50
0:37:59
04:45
3,0
0:14:00
04:40
12,0
512
117
0:57:39
04:48
0:56:56
04:45
4,0
0:18:57
04:44
16,0


1:16:26
04:47
1:15:43
04:44
4,0
0:18:47
04:42
21,097
476
110
1:39:43
04:44
1:39:01
04:42
5,097
0:23:18
04:34
23,0
457
109
1:48:01
04:42
1:47:18
04:40
1,903
0:08:17
04:21
27,0


2:06:39
04:41
2:05:56
04:40
4,0
0:18:38
04:39
31,0
408
97
2:24:57
04:41
2:24:15
04:39
4,0
0:18:19
04:35
35,2
369
91
2:43:44
04:39
2:43:02
04:38
4,2
0:18:47
04:28
40,0
324
77
3:05:29
04:38
3:04:47
04:37
4,8
0:21:44
04:32
42,195
311
73
3:15:07
04:37
3:14:24
04:36
2,195
0:09:37
04:23


  • La mia gara su Strava:




  • Il grafico FITNESS-FATIGUE-FORM dall'inizio della preparazione al giorno della gara:

Fitness (allenamento) in viola.
Fatigue (stanchezza) in giallo.
Form (forma fisica) in arancione.
I puntini bianchi sono i giorni di allenamento.


  • Il video relive della maratona:



  • L'attrezzatura utilizzata in gara (nel caso a qualcuno interessasse):
    • Scarpe Brooks Ravenna 9.
    • T-shirt aderente traforata Nike Dry-Fit.
    • Smanicato Under Armour preparato per l'occasione.
    • Pantaloncini aderenti Under Armour No Breaks Run Half Tights.
    • Gps-Cardio da polso Polar M430.







Indice capitoli #roadtoverona

  1. La scelta
  2. Dodici Settimane
  3. Tappa a Ferrara
  4. Motivazione, Disciplina e Perseveranza
  5. La Trenta2 di Parma
  6. Lacrime di gioia
  7. Il lunghissimissimo!
  8. Tapering!
  9. Ultimo capitolo
  10. La prima maratona non si scorda mai (prima parte)
  11. La prima maratona non si scorda mai (seconda parte)
  12. La prima maratona non si scorda mai (terza parte)






Un'ultima parola per ringraziare mia moglie e mia figlia per avermi compreso e sostenuto in questa straordinaria avventura partecipando a tutti i sacrifici e condividendo la gioia finale.

A loro oltre al mio cuore va la medaglia della mia prima maratona.






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