venerdì 16 novembre 2018

#road2verona - Ultimo capitolo



Mancano due giorni alla mia prima maratona.

Questo lungo viaggio cominciato a fine Agosto e durato dodici settimane è quasi terminato.

Rimane da scrivere sono l'ultimo capitolo, il più importante.

La gara.

In verità il percorso che mi ha portato fin qui è iniziato molto tempo prima. Precisamente a metà dicembre dello scorso anno, quando, alla faccia del Parkinson, stavo attraversando il periodo di forma fisica migliore della mia vita.

Dopo aver corso per la prima volta una mezza maratona in meno di 1h30', avevo deciso che era giunto il momento di passare allo step successivo. Così, ispirato anche dalle storie incredibili di altri maratoneti parkinsoniani, abbandonai indugi e timori reverenziali, e trasformai ciò che fino a quel momento era soltanto un sogno in un progetto concreto: confrontarmi con la “distanza regina”.

Mi iscrissi pertanto alla Treviso Marathon di fine Marzo, preparai una tabella e iniziai ad allenarmi.

Poi però – come spesso accade – le cose non andarono come previsto: prima la pubalgia che mi tenne fermo ai box diversi mesi, poi altri infortuni ai tendini d'Achille che non mi davano tregua. Ma la voglia di correre quei maledetti 42 Km è sempre rimasta accesa, viva e ben presente nella mia testa.

Ad ogni caduta mi rialzavo e ricominciavo, ad ogni stop tenevo duro e poi riprendevo ad allenarmi. Con la mente sempre concentrata verso lo stesso obiettivo.

Ho passato l'estate alternando settimane di carico, fino anche a 70 Km, con settimane fermo a mangiarmi le mani, costretto ai box per far riposare i tendini.

Quindi, a fine Agosto, la decisione di provarci entro la fine dell'anno, nonostante alcuni acciacchi persistenti che ancora mi porto dietro.

Ho scelto la migliore maratona possibile per celebrare il mio esordio. Ho predisposto un programma di allenamento serio, ritagliato sulle mie esigenze. Una volta ottenuto il “Go Flight” anche dalla mia famiglia, ho iniziato la preparazione specifica con un unico pensiero fisso nella mente: il rumore dello sparo che darà il via alla mia prima maratona alle nove di mattina del 18 Novembre a Verona.

Dodici settimane e oltre 800 Km dopo, eccomi qui a rivedere tutte le tappe del cammino percorso negli ultimi mesi, mentre sopporto pazientemente gli scherzi del Parkinson che sembra aspettasse soltanto che calassi un po' i ritmi per scatenare con impeto tutte le sue armi.

Mi sembra di star facendo più fatica negli ultimi dieci giorni di scarico che quando correvo 80 Km a settimana. Ma non gli permetterò di abbattermi, né mi farò distrarre a pochi giorni dalla conclusione del viaggio.


Sono stati tre mesi intensi e faticosi. In alcuni momenti mi sembrava di non fare altro che correre e lavorare, lavorare e correre. A volte dovevo farmi “violenza” per convincermi a infilarmi le scarpette e uscire in strada. Ma sono riuscito a non saltare mai nemmeno un allenamento.

C'è stato un punto di svolta importante a fine Settembre in concomitanza con un brusco calo delle temperature. Improvvisamente mi sono accorto che correndo ai soliti ritmi non facevo più fatica.

La frequenza cardiaca media era calata di una decina di battiti al minuto. A Ferrara, dopo aver corso 32 Km non ero neanche stanco, e ricordo chiaramente la sensazione di poterne correre tranquillamente altri dieci, mentre due settimane prima arrancavo alla 30 Km di San Giovanni.

Alla Run Tune Up ricordo di essermi spremuto al massimo per chiudere una mezza in un'ora e quaranta, un mese dopo a Formigine tagliavo il traguardo in 1h32' senza neanche mettere la quarta.

Da qui la decisione di abbassare il ritmo gara, che dunque mi porterà domenica a partire con l'obiettivo delle tre ore e venti minuti. Un traguardo che sento alla mia portata, anche se in verità, essendo un esordiente, non posso sapere a cosa vado incontro, soprattutto non so come reagirà il mio fisico, se reggerà fino in fondo o se andrò incontro ad una crisi di dopamina, o a qualche altra noia causata dalla malattia.

Fate il tifo per me, mi raccomando!


Come ho scritto, domenica correrò per me stesso, come ho sempre fatto, senza voler dimostrare nulla.

Ci tengo però col mio esempio a sottolineare il fatto che se si coltivano le proprie passioni dedicandoci impegno e fatica si possono ottenere risultati importanti, qualsiasi sia il tipo di malattia che ci affligge.

E soprattutto che l'attività fisica aiuta ad alleviare i sintomi del Parkinson e rallenta il decorso della malattia. Che poi è la tesi di fondo di questo blog.


La canotta creata per celebrare l'occasione:

Fronte...

...e retro.


Nessun commento: