sabato 30 novembre 2019

La mia New York City Marathon (seconda parte)


← qui la prima parte del racconto


Capitolo 3 - Dopo la gara





Dopo il traguardo



Nella prima parte ho giustamente sottolineato la perfetta efficienza organizzativa della Maratona di New York sotto praticamente tutti i punti di vista. C'è un unico aspetto a mio avviso migliorabile ossia la gestione delle migliaia di finisher dopo l'arrivo.

Una volta tagliato il traguardo ti viene subito messa al collo la tanto agognata medaglia, ti fanno un paio di foto se lo desideri, ti coprono con una mantellina leggera e ti consegnano una sacca con dei generi alimentari (non c'è un “ristoro finale”, risulterebbe decisamente troppo affollato!). E fin qui tutto perfetto.

martedì 12 novembre 2019

La mia New York City Marathon


Introduzione



La maratona di New York è una corsa incredibile. Semplicemente fantastica.

Anzi, più che una corsa è un'enorme, pazzesca festa di strada lunga 42 Km, dove il festeggiato sei proprio tu! È la TUA festa e un'intera città è scesa in strada per celebrarti. Per un giorno tu sei il protagonista, l'eroe osannato da tutti e non verrai lasciato da solo nemmeno per un momento.

Sarai incitato, sostenuto, acclamato incessantemente come una star da un pubblico eccezionale che sembra lì solo per te, e che per poterti applaudire si accalca ai bordi della strada, dal primo all'ultimo chilometro, attraverso quella metropoli straordinaria chiamata New York City.

Per me è stata una scoperta inimmaginabile e un'esperienza indimenticabile. In tutta la mia vita non avevo mai provato nulla del genere. Non ci potevo credere! “Ma è tutto vero?” mi chiedevo. Ho corso con la pelle d'oca e il sorriso stampato sulle labbra, divertendomi come un bambino senza sentire la fatica mentre le gambe giravano leggere e mi sembrava di volare.

È vero che avevo letto parecchi commenti in proposito, ma non ero assolutamente preparato ad una dimostrazione di passione, entusiasmo e coinvolgimento di tali proporzioni.

I racconti degli altri non riusciranno mai a rendere l'idea di quello che ti aspetta, semplicemente perché le parole non possono bastare per descrivere le sensazioni che si provano a correre a New York City la prima domenica di Novembre. È emozione allo stato puro. Si può soltanto viverla.