venerdì 13 marzo 2020

Correre ai tempi del Coronavirus


In questi giorni di clausura ho ripreso a curiosare su Facebook di tanto in tanto, ma sinceramente… vorrei non averlo fatto!

In tutti i decreti emanati dal governo finora, una regola non è mai mancata:

Lo sport e le attività motorie svolti all'aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro.”

Così come ad ogni aggiornamento delle FAQ pubblicate sui siti istituzionali non si sono mai dimenticati di puntualizzare che:

L’attività motoria all'aperto è consentita purché non in gruppo. Sono sempre vietati gli assembramenti.

E allora mi spiegate il motivo di questo pubblico linciaggio nei confronti di chi esce a correre, da solo, in tutta sicurezza?

Io cerco sempre di uscire in orari morti (mattina presto o pausa pranzo), vado a correre al parco vicino casa, se vedo in lontananza gente sul marciapiede cambio lato della strada, al parco quando incontro altri runner o persone a passeggio mi allontano 3-4 metri dal sentiero e corro sull'erba, evito le strettoie, se sono costretto mi fermo e aspetto che la via sia libera oppure faccio dietro front e cambio strada.

Eppure oltre a dover (giustamente) correre costantemente in apprensione, sempre attento che nessuno mi si avvicini, nonostante prenda tutte le precauzioni necessarie, mi tocca sopportare gli sguardi arrabbiati della gente e talvolta anche i nomi che mi tirano addosso da lontano, che mi riempiono di rabbia, amarezza e frustrazione e onestamente mi fan passare la voglia di uscire.

Ho diversi amici che vorrebbero andare a correre ma hanno dovuto rinunciare perché ormai non riuscivano più a rilassarsi e a godersi “l'ora d'aria”.

E poi, come se non bastasse, apro i social network ed è tutto un “dagli all'untore!”: se qualcuno fa l'errore di scrivere che è uscito di casa per farsi una corsetta, subito tutti si lamentano, gli “spiegano” che per legge NON lo può fare, o addirittura lo riempiono di insulti, minacce ed improperi!

“Egoista”, “irresponsabile”, “la gente muore e tu te ne freghi!”, “lo vuoi capire o no che devi startene in casa??”, “ti meriteresti una denuncia!”, sono solo alcuni esempi di questa nuova caccia alle streghe.

Tutti esperti, tutti sicuri di sapere cosa si può fare e cosa no, tutti pronti a dirti quello che devi fare e come ti devi comportare.

In verità state solo dimostrando quanto è grande la vostra ignoranza!

Vi sentite autorizzati a mettervi in cattedra perché avete letto un articolo sui quotidiani (tipo Repubblica o Gazzetta) che come sempre fanno disinformazione e si attaccano a tutti i cavilli per impedire di fare ciò che invece è chiaramente approvato, come è scritto nero su bianco molto semplicemente sui siti istituzionali – che sono gli unici ai quali bisognerebbe far riferimento.

Per fortuna chi scrive i decreti evidentemente segue le raccomandazioni di specialisti seri (l'Istituto Superiore di Sanità, il Ministero della Salute, la Protezione Civile) che sanno benissimo che fare attività motoria potenzia il sistema immunitario. Anche se molti “esperti” vengono a dirmi che lo indebolisce, nonostante teorie tipo quella della cosiddetta "open window” siano state smentite da tempo.

Oltretutto io potrei tranquillamente esibire un certificato medico che attesta la necessità di fare attività fisica per contrastare i sintomi della malattia di Parkinson, ma non è questo il punto: tutti hanno diritto di andare a correre se si adeguano alle disposizioni di legge, dallo jogger che si concede una corsetta al parco, al maratoneta che fa un lungo di 30 Km.

Ovviamente se domani uscirà un decreto che vieta di fare sport anche da soli, sarò il primo ad adeguarmi e comincerò ad allenarmi in casa. Nessun problema, mi tengo informato e rispetto tutte le raccomandazioni, come è richiesto in questo periodo di emergenza. Non sono io che vado contro i regolamenti e nemmeno cerco di interpretarli, non ce n'è bisogno, sono chiari.

Piuttosto in giro si vedono ancora parecchi capannelli di giovani e anziani che invece palesemente non rispettano la legge, persone che non mantengono le distanze nei negozi, ai giardini utilizzano in gruppo i giochi e le altre attrezzature, fanno sport di squadra, ecc…

Forse credono di essere in vacanza, tanto che a Bologna hanno dovuto chiudere molti parchi pubblici.

Ma tutti a dare la colpa al runner solitario! Come se il vero problema fosse questo.

Proprio non capisco perché se non vado contro la legge non posso più sentirmi libero di fare ciò che mi fa star meglio. Perché dovete farmi sentire in colpa se non faccio nulla di sbagliato? Che problemi avete? Vi annoiate?

Mi dicono: “sarà anche permesso ma questo non vuol dire che tu lo debba fare”, oppure “legalmente sei nel giusto ma moralmente sei nel torto”.

A parte che se in mezzo a mille divieti si sono preoccupati di scrivere che fare sport è consentito, un motivo ci sarà. Ma poi io mica vengo a dirvi “La gente sta morendo e voi pensate a giocare a Indomimando!” oppure “Con quello che sta succedendo non hai niente di meglio da fare che passare le tue giornate a cucinare dolci da forno?” (o magari a cazzeggiare su Facebook).

Mi dicono: “eh ma se poi succede che ti infortuni vai ad aumentare ulteriormente il lavoro al pronto soccorso!”.

A parte che la maggior parte degli incidenti avvengono fra le mura domestiche, ma comunque nessun runner che si infortuna va al pronto soccorso. Torna sempre e comunque a casa sulle sue gambe.

Tutto questo accanimento purtroppo ha finito col condizionare anche me. Ieri sono stato indeciso fino all'ultimo se uscire o no perché ormai mi ero quasi convinto di star commettendo un reato. Alla fine sono andato ma tutta la spinta era esaurita già prima di partire.

Domani non so cosa farò, da un lato sento il bisogno di correre, dall'altro sono tentato di dargliela su.

Certo che è incredibile come in un periodo già abbastanza difficile riusciamo a complicarci ulteriormente la vita!



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