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domenica 22 luglio 2018

La spesa energetica per i parkinsoniani


Interessante questo articolo pubblicato un anno fa da un team di ricerca israeliano del Hadassah Medical Center di Gerusalemme.

Mi era sfuggito perché non si tratta del solito studio sull'importanza dell'esercizio fisico per i parkinsoniani. Affronta invece un tema finora piuttosto trascurato, ossia la differente spesa energetica richiesta, in varie situazioni, per soggetti sani e per malati di Parkinson.

sabato 31 marzo 2018

Non è mai troppo tardi per iniziare a muoversi


Ho deciso di rispolverare questo articolo, pubblicato su Parkinson Journal un anno fa, perché lo ritengo il più significativo fra i vari studi condotti finora su pazienti parkinsoniani a sostegno dell'efficacia dell'attività fisica, e già da un po' di tempo mi ero ripromesso di dedicargli un post.

Lo studio, condotto da un team di ricercatori statunitensi guidato da Miriam R. Rafferty della Northwestern University and Rehabilitation Institute di Chicago, possiede infatti diverse caratteristiche rilevanti:

lunedì 26 febbraio 2018

I benefici della corsa sul tapis roulant per i parkinsoniani

In questo articolo, pubblicato online lo scorso 11 dicembre su JAMA Neurology, vengono mostrati i risultati di uno studio denominato SPARX (Study in Parkinson Disease of Exercise), condotto da una collaborazione di tre università americane su un gruppo di pazienti ai primi stadi della malattia di Parkinson.

I partecipanti sono stati sottoposti per un periodo di sei mesi ad un esercizio fisico costante (corsa sul tapis roulant) a differenti intensità, con lo scopo di studiare la fattibilità di un allenamento intensivo per i malati di Parkinson e gli eventuali effetti benéfici sui sintomi e sulla progressione della malattia.

martedì 14 novembre 2017

Evidenze scientifiche (seconda parte)

Continuo la rassegna dei principali articoli scientifici a supporto della tesi sull'effetto benefico dell'attività fisica intensiva nel contrastare i sintomi della malattia di Parkinson.

Qui la prima parte dell'analisi.

Dopo aver esaminato gli studi riguardanti modelli animali, ho raccolto un nuovo elenco  – imcompleto – di articoli riguardanti test clinici eseguiti con pazienti parkinsoniani utilizzando diversi protocolli di riabilitazione intensiva. Gli autori discutono gli effetti ottenuti con programmi di esercizio ad intensità e durate variabili sulle performance motorie e sulla progressione della malattia.

sabato 7 ottobre 2017

Evidenze scientifiche

Ai malati di Parkinson normalmente costa grande fatica compiere attività fisica. Questo spesso conduce ad uno stile di vita sedentario che non fa che peggiorare ulteriormente le capacità motorie, come l'equilibrio, l'andatura o la manualità.

Spesso, anche i sintomi di tipo non motorio, come depressione, ansia o apatia, contribuiscono a ridurre l'attività. Si crea così un circolo vizioso, con un deterioramento della forma fisica che a sua volta porta a una più rapida progressione della malattia.