sabato 7 ottobre 2017

Evidenze scientifiche

Ai malati di Parkinson normalmente costa grande fatica compiere attività fisica. Questo spesso conduce ad uno stile di vita sedentario che non fa che peggiorare ulteriormente le capacità motorie, come l'equilibrio, l'andatura o la manualità.

Spesso, anche i sintomi di tipo non motorio, come depressione, ansia o apatia, contribuiscono a ridurre l'attività. Si crea così un circolo vizioso, con un deterioramento della forma fisica che a sua volta porta a una più rapida progressione della malattia.

D'altro canto, negli ultimi due decenni sono stati pubblicati innumerevoli articoli scientifici a sostegno dell'efficacia dell'esercizio fisico intenso, sia nel migliorare le abilità motorie, sia nel rallentare la neurodegenerazione.

Gli studi si suddividono principalmente in due categorie. Da un lato vengono raccolti dati sperimentali utilizzando modelli animali; dall'altro vengono condotti programmi clinici riabilitativi su persone affette da Parkinson nei diversi stadi della malattia.

I test sui modelli animali sono condotti su topi che vengono fatti correre sulla ruota o sul tapis roulant, o, più recentemente, su gruppi di macachi. Per riprodurre le stesse lesioni cerebrali indotte dal Parkinson si utilizza il composto chimico MPTP, una neurotossina in grado di eliminare i neuroni dopaminergici in maniera selettiva.

Di seguito riporto un elenco – incompleto – dei principali articoli pubblicati a seguito di analisi su modelli animali. In futuro poi mi dedicherò allo studio dei risultati clinici ottenuti sulla progressione della malattia con programmi intensivi di riabilitazione fisica su gruppi di pazienti parkinsoniani:


In futuro analizzerò nel dettaglio gli articoli più significativi. Intanto riporto brevemente alcuni dei risultati conseguiti e le maggiori evidenze sperimentali emerse sugli effetti benefici dell'esercizio intensivo nel contrastare la malattia di Parkinson:

  • È stata osservata un'accelerazione della riproduzione cellulare cerebrale. In particolare nella zona dell'ippocampo l'accrescimento della neurogenesi è evidente.

  • Oltre ad aumentare il numero di nuovi neuroni, l'esercizio sembra influenzare anche la morfologia delle singole cellule nuove nate, suggerendo che i benefici siano non solo quantitativi ma anche qualitativi.

  • È chiaramente visibile un miglioramento delle funzioni cognitive associato all'aumento del livello del fattore neurotrofico cerebrale responsabile dello sviluppo e della sopravvivenza dei neuroni. Il potenziamento permane a lungo termine, a beneficio dell'apprendimento e della memoria.

  • Oltre a promuovere la neurogenesi, l'esercizio è in grado di contrastare la neurodegenerazione. In animali con lesioni cerebrali prodotte con MPTP, l'uso intensivo di ruota o tapis roulant, ha portato ad un miglioramento nelle prestazioni motorie rispetto agli animali che non hanno fatto uso di questi dispositivi, i quali invece hanno mostrato un peggioramento dei sintomi parkinsoniani.

  • Infine una maggiore disponibilità di dopamina è stata trovata in modelli di topi MPTP dopo un'attività intensiva. L'esercizio induce inoltre un aumento dei recettori dopaminergici, che accoppiato alla maggiore disponibilità sinaptica di dopamina provoca maggiore neurotrasmissione dopaminergica e dunque migliori funzioni motorie.

Per il momento chiudo, mi è venuta voglia di andarmi a fare una corsetta!

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