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martedì 28 aprile 2020


Essere un maratoneta


Quando si convive con una patologia neurologica permanente come il Parkinson, la malattia condiziona inevitabilmente qualsiasi aspetto della propria esistenza.

Ogni avvenimento straordinario viene pertanto valutato da una prospettiva diversa da quella comune, per prepararsi all'impatto che la nuova situazione può avere sul proprio equilibrio psicofisico reso già fortemente instabile dalla malattia.

Per cui quando è scoppiata l'emergenza Coronavirus mi sono subito dato da fare per capire quali eventuali differenze potessero esserci per i parkinsoniani nella sintomatologia da COVID-19 (e quindi nelle precauzioni da adottare) e, viceversa, se e come questa pandemia avrebbe influenzato la mia lotta quotidiana con il Parkinson.

venerdì 13 marzo 2020


Correre ai tempi del Coronavirus


In questi giorni di clausura ho ripreso a curiosare su Facebook di tanto in tanto, ma sinceramente… vorrei non averlo fatto!

In tutti i decreti emanati dal governo finora, una regola non è mai mancata:

Lo sport e le attività motorie svolti all'aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro.”

Così come ad ogni aggiornamento delle FAQ pubblicate sui siti istituzionali non si sono mai dimenticati di puntualizzare che:

L’attività motoria all'aperto è consentita purché non in gruppo. Sono sempre vietati gli assembramenti.

E allora mi spiegate il motivo di questo pubblico linciaggio nei confronti di chi esce a correre, da solo, in tutta sicurezza?