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lunedì 22 aprile 2019

Il runner parkinsoniano è più felice?


Il Parkinson è una patologia neurodegenerativa caratterizzata dalla morte progressiva dei neuroni che producono dopamina, un neurotrasmettitore la cui funzione più nota è il controllo del movimento.

I sintomi maggiormente riconoscibili della malattia di Parkinson sono pertanto di tipo motorio: lentezza nei movimenti, tremore a riposo, perdita di equilibrio, ecc….

Non vengono invece sottolineati mai abbastanza i sintomi non motori del Parkinson, che spesso sono quelli che contribuiscono maggiormente al peggioramento della qualità della vita dei Parkinsoniani.

La dopamina infatti ha un ruolo rilevante anche in diversi processi cerebrali fra i quali i più importanti – e delicati – sono il controllo dell'umore, la capacità decisionale e di pianificazione, e soprattutto il meccanismo della “ricompensa sotto forma di piacere”.

sabato 24 novembre 2018

La prima maratona non si scorda mai (seconda parte)


← qui la prima parte del racconto

Superato l'arco della partenza, prendo subito contatto visivo coi pacers delle 3h20' e – senza fretta – cerco di mettermi in scia.

Ma i primi Km sono una baraonda mai vista (oltre ai 2500 della maratona ci sono anche i 3000 della mezza), non riesco quasi a correre, devo fare continuamente attenzione a non urtare nessuno davanti e non venire calpestato da quelli dietro.

domenica 18 febbraio 2018

Quando corro il Parkinson sembra scomparire


Michael Westphal, classe 1957 del Maine, da giovane era un runner di quelli seri, in grado di registrare personali di 1:10:50 sulla mezza e 2:29:32 sulla maratona.

Tra la fine degli anni ‘70 e l'inizio degli anni ‘90 ha corso quattordici maratone, fra cui per tre volte quella di Boston, la prima volta nel 1979, l'ultima nel 1986.

Ha disputato la sua ultima maratona nel 1992. Nel 1994 Michael, che di professione fa il carpentiere, ha deciso di prendersi una pausa dalle competizioni per concentrarsi sugli affari e sulla famiglia, continuando a correre solo saltuariamente per mantenere l'esercizio. Fino a fermarsi del tutto quando cominciarono a manifestarsi i primi sintomi del Parkinson nei primi anni 2000.

venerdì 15 dicembre 2017

Verso Castel Maggiore

Come da programma, domenica correrò la mia ultima gara stagionale. Si tratta nuovamente di una mezza maratona, la “Corrida del Progresso” di Castel Maggiore.

Avrei voluto arrivarci carico e allenato, pronto per puntare al mio personale Breaking 1.5, ossia a infrangere il muro dell'ora e mezza nella maratonina, a coronazione di una stagione già ricca di risultati e soddisfazioni.

lunedì 30 ottobre 2017

Maratonina di Calderara


Come da programma, ieri ho corso la Maratonina di Calderara, con l'obiettivo di migliorare il mio PB di un'ora e 33 sulla “mezza”.

Purtroppo la prima considerazione che devo fare è che il Parkinson è una malattia bastarda, perché appena ti permetti di fare i conti senza di lui, subito si fa sentire in maniera prepotente.

sabato 7 ottobre 2017

Evidenze scientifiche

Ai malati di Parkinson normalmente costa grande fatica compiere attività fisica. Questo spesso conduce ad uno stile di vita sedentario che non fa che peggiorare ulteriormente le capacità motorie, come l'equilibrio, l'andatura o la manualità.

Spesso, anche i sintomi di tipo non motorio, come depressione, ansia o apatia, contribuiscono a ridurre l'attività. Si crea così un circolo vizioso, con un deterioramento della forma fisica che a sua volta porta a una più rapida progressione della malattia.

mercoledì 27 settembre 2017

Prevenire gli infortuni


Rigidità muscolare e distonie non si manifestano solamente durante l'attività fisica. Anche quando sono a riposo, in particolare nei periodi "off" tra una presa di levodopa e l'altra, i muscoli tendono a contrarsi involontariamente. Questa continua tensione crea un sovraccarico per legamenti e tendini che risultano inevitabilmente più esposti a infortuni.

venerdì 15 settembre 2017

30 Km

Domenica farò un test.

Mi sono iscritto a una trenta chilometri non competitiva.

Trenta chilometri non li ho mai corsi. Non ci ho mai provato perché il tempo necessario per completarli oltrepassa la durata massima dell'effetto di una pastiglia di levodopa, se presa prima di partire.

giovedì 14 settembre 2017

Distonia

Il Parkinson è una malattia infida perché non esiste un quadro patologico univoco, ma ogni parkinsoniano ne ha uno differente. C'è molta variabilità nei sintomi, nell'evoluzione col tempo e nella risposta ai farmaci, sia all'esordio che durante il decorso. Anche i neurologi nella scelta della terapia procedono per tentativi e correzioni successive, cercando il compromesso ideale tra il controllo dei sintomi e gli effetti collaterali, con la speranza di garantire la migliore qualità della vita possibile.

domenica 3 settembre 2017

Dopaminoagonista


La malattia


Il Parkinson è una patologia neurodegenerativa, cioè un disturbo del sistema nervoso centrale che comporta la degenerazione cronica e progressiva di alcuni tipi di cellule cerebrali. In particolare colpisce la zona del cervello dove si trovano i neuroni responsabili della produzione di dopamina, un neurotrasmettitore essenziale per il controllo del movimento.