martedì 3 marzo 2020

Questa maratona non s'ha da fare!


A solo una settimana dal via, la Bologna Marathon in programma domenica 1 marzo è stata cancellata (o rimandata a data da destinarsi) a causa dell'emergenza coronavirus.




Sì lo so che i veri problemi al momento sono altri e l'annullamento di una gara non è certo una catastrofe. E poi vista la situazione non si poteva fare altrimenti… Però dispiace.

O per lo meno a me è dispiaciuto veramente tanto!

Perché sono anni che si tenta di organizzare questa benedetta maratona e finalmente questa sembrava proprio la volta buona, con un'organizzazione seria che aveva preparato tutto per bene, mettendoci impegno e cura dei dettagli, impreziosita oltretutto da un percorso unico che attraversa tutta la città, inclusa la zona dove vivo.

Ormai sembrava fatta!

E invece no, proprio all'ultimo momento, quando tutto era pronto e già si scaldavano i motori per la partenza, capita questa nuova disgrazia, per cui anche stavolta non se ne fa nulla, tutto cancellato o rimandato a ddd.

Mi ero già accordato con un amico per correrla insieme ad un ritmo tranquillo (l'idea era di stare dentro le 3h30') in modo da godersela il più possibile. Avevo anche già avvertito amici e conoscenti che sarei passato sotto casa loro in modo che potessero scendere in strada a fare il tifo!

Mi sento come un bambino a cui hanno strappato il lecca-lecca di mano dopo averglielo fatto annusare!


Smaltita questa prima delusione però, viste le ultime notizie poco incoraggianti, ora comincio a preoccuparmi seriamente anche per Boston.




La cancellazione della maratona di Bologna è stata sicuramente una brutta botta ma probabilmente ci sarà un'altra occasione in futuro per correrla.

Boston invece potrebbe essere un treno che per me non ripasserà più. Perché oltre all'impegno fisico necessario per preparare e correre i 42 Km, c'è anche da affrontare lo stress e la fatica di una trasferta di più giorni, incluse diverse ore di viaggio in aereo. Più passa il tempo più diventa oneroso per me sostenere sforzi di questo genere, dove è richiesto un grosso investimento di energia psicofisica.

Per il momento non posso far altro che proseguire con la preparazione come se niente fosse; intanto rimango alla finestra e seguo l'evolversi della situazione.


A proposito di preparazione, febbraio è stato in assoluto il mese più difficile da quando ho iniziato a correre regolarmente.

Ho attraversato un periodo di calo fisico e stanchezza psicologica profondi dal quale non riuscivo più a riprendermi.

Mi sembrava di trascinarmi giorno dopo giorno come uno zombie senza mai scrollarmi di dosso la sensazione di spossatezza e senza riuscire a recuperare tra un allenamento e l'altro. Ho dovuto diminuire il carico settimanale anche perché lo stato di forma peggiorava anziché migliorare, per cui ho limitato le uscite introducendo anche più giorni di riposo consecutivi.

Ma le energie non tornavano tanto che ho cominciato a temere che non si trattasse di un calo fisico temporaneo ma di un peggioramento dei sintomi del Parkinson dovuto all'avanzamento della malattia.

In quei giorni di fragilità fisica e mentale – probabilmente accompagnata da un ulteriore abbassamento del livello di dopamina e degli altri neurotrasmettitori – quando ogni attività mi costava fatica, tendevo a chiudermi in me stesso e a deprimermi.

Sono arrivato al punto a mettere tutto quanto in discussione, la corsa, le gare, la maratona. Ho seriamente pensato di “dargliela su”, come diciamo a Bologna.

Le ragioni di questo brusco calo psicofisico non mi sono del tutto chiare. Probabilmente diversi fattori hanno influito, ma non sono in grado di dare il giusto peso alle varie cause possibili:

Dopo essere stato sostanzialmente a riposo a dicembre per recuperare dai guai fisici, avevo ricominciato ad allenarmi ad inizio gennaio. Probabilmente però ho caricato troppo le prime settimane senza permettere al fisico di riadattarsi gradualmente e di riposare adeguatamente, e sono arrivato al punto di allenarmi sempre da “stanco”.

Diversi indizi suggerivano un problema di overtraining:
  • La frequenza cardiaca restava troppo bassa, in maniera decisamente anomala, e, anche sforzandomi, non riuscivo più a farla salire.
  • Le gambe imballate non giravano più come prima e se provavo a spingere facevo una gran fatica senza per altro riuscire ad aumentare la velocità più di tanto.
  • La variabilità cardiaca (che mi misuro saltuariamente la mattina) era ai minimi storici.

Ho sofferto in questo periodo innumerevoli piccoli e grandi problemi fisici, sia vecchi che nuovi:
  • La contrattura al gluteo sinistro è tornata fuori, così come il dolore ai muscoli ischiocrurali, facendosi sentire in particolare quando tentavo di aumentare il ritmo.
  • Correndo mi sono procurato inoltre diverse brutte ferite alle dita dei piedi, alcune delle quali hanno fatto infezione causando un lavoro extra al sistema immunitario che ha contribuito a fiaccare l'organismo.
  • Ho avuto per tutto il mese, anche se non continuativamente, problemi intestinali piuttosto seri, che un paio di volte mi hanno costretto ad interrompere gli allenamenti per una sosta “tecnica”.
  • A metà mese poi mi si è pure bloccato il collo a causa di un movimento brusco, andando ad aggravare la mia rigidità di base, tanto che per alcune notti riuscire a dormire era diventata un'impresa.

Ad inizio dicembre avevo leggermente modificato la mia terapia quotidiana (Madopar al posto del Sinemet). Ora sono ritornato all'antica.

È anche la prima volta che preparo una maratona in inverno e forse questa stagione non aiuta. Negli ultimi tre anni tra gennaio e marzo sono stato costretto a fermarmi per periodi più o meno lunghi a causa di infortuni che comunque mi avevano permesso di riposare.

Aggiungo l'età che avanza anche lei (come il Parkinson) e il quadro è completo. Proprio a febbraio ho compiuto 45 anni ed è naturale che la frequenza cardiaca massima non sia più quella degli anni passati, e con essa tutte le varie “soglie” si sono abbassate in maniera fisiologica.


Questo stato di debolezza purtroppo non ha fatto altro che aumentare i sintomi del Parkinson: bradicinesia, rigidità muscolo-articolare e impaccio dei movimenti a volte erano diventati insostenibili.

Poi con la fine di febbraio fortunatamente il mio stato è decisamente migliorato. L'inverno ormai è passato, soffiano già i “venti di primavera” e io ho ritrovato un po' di energie e di entusiasmo!

Giusto in tempo per …NON correre la maratona di Bologna!

Per Boston invece è ancora presto per capire come evolverà la situazione.

Intanto, dopo un mese del genere il mio livello di forma fisica è quel che è. Il tempo per concludere decentemente la preparazione ci sarebbe anche (e comunque a Boston non voglio certo correre sentendomi schiavo del cronometro).

Peccato che in Europa una dopo l'altra stiano saltando tutte le gare e in Italia si stia andando verso l'annullamento di ogni evento sportivo almeno fino ad inizio aprile. Nel frattempo molte compagnie aeree stanno cancellando tutti i voli da e per l'Italia…

E in questo stato di grande incertezza anche trovare la motivazione per portare avanti una tabella di allenamento, sapendo che potrebbe essere tutta fatica sprecata, non è facile.

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