domenica 8 dicembre 2019

Da New York a Boston passando per Bologna




In maratona a New York ci si laurea, a Boston si prende il master



Se tutto va bene, lunedì 20 Aprile 2020 correrò la 124ª Boston Marathon.

Dopo New York, quella di Boston è l'unica altra maratona estera alla quale desideravo fortemente partecipare almeno una volta nella vita. È la più antica del mondo, la più prestigiosa e la più ambita dai runner di tutto il pianeta. Per me è un altro incredibile sogno da realizzare.

È anche una delle maratone più selettive: la maggior parte dei pettorali infatti – diversamente ad esempio da New York – viene assegnata in base unicamente ai tempi ottenuti in altre maratone americane ed internazionali (le cosidette Boston Qualifiers). Questo a garanzia di un maggiore livello di competitività.

Fortunatamente giusto un paio di mesi prima del 20 Aprile compirò 45 anni ed entrerò pertanto nella fascia di età per la quale il tempo ottenuto lo scorso anno a Verona (3h14'24") è sufficiente per potersi iscrivere (la finestra per la qualificazione all'edizione 2020 andava da Settembre 2018 ad Agosto 2019).

Non potevo lasciarmi scappare questa occasione! Per me sarà davvero un privilegio unico potervi prendere parte e cercherò di onorarla al massimo delle mie possibilità, mettendoci tutto l'impegno di cui sono capace, come senza dubbio merita questa corsa leggendaria.

Quindi pettorale assicurato, volo e albergo prenotati, non mi rimane altro che darci dentro con la preparazione. Peccato che… sono ancora infortunato!

Questo 2019 per me è stato un anno maledetto per quanto riguarda gli infortuni. Ho avuto problemi fisici praticamente dall'inizio alla fine ed è quasi un miracolo che tra uno stop e l'altro sia riuscito a preparare e correre una maratona.

Attualmente a costringermi a riposo è un'infiammazione ai tendini estensori (il dorso) del piede sinistro, che hanno cominciato a darmi fastidio già prima della trasferta newyorchese.

Nelle ultime settimane, oltre ad astenermi dalla corsa, sto facendo di tutto per recuperare nel minor tempo possibile: appena ho un momento libero ne approfitto per fare gli esercizi specifici. Almeno due volte al giorno per sfiammare il tendine immergo il piede fino alla caviglia in una bacinella di acqua ghiacciata. Sto facendo sedute di Tecar terapia e massaggi dal fisioterapista. Tengo sempre un tape a supporto del movimento del piede. In più ci spalmo sopra regolarmente il gel all'arnica o la pomata antiinfiammatoria, prendo un integratore di “artiglio del diavolo” e un antiinfiammatorio per via orale. Ho fatto pure gli impacchi di argilla prima di andare a dormire!

In effetti lentamente la situazione migliora. Purtroppo più di tanto non si può fare, il corpo ha i propri tempi fisiologici per guarire e vanno rispettati, se si cerca di forzarli poi va a finire che non si guarisce mai del tutto. Coi tendini infiammati poi ormai ho imparato che ci vuole veramente TANTA pazienza… (Nel prossimo articolo spiegherò perché a causa del Parkinson sono più soggetto ad infortuni).


Iniziare la lunga e impegnativa preparazione per una maratona già infortunati diciamo che non è proprio il massimo. Ma in verità alla Boston Marathon mancano quattro mesi e mezzo per cui in teoria ci sarebbe tutto il tempo per rimettersi in sesto con calma.

Il problema è un altro. Prima di Boston ho già in calendario un altro appuntamento al quale non voglio assolutamente mancare: domenica 1 Marzo 2020 si correrà infatti la prima edizione della Maratona di Bologna, che è la mia città, dove sono nato e dove vivo tuttora.




Finalmente!! Sono anni che l'aspetto, e che mi lamento del fatto che ogni città ha la sua maratona tranne Bologna! E sono più di due anni che si discute senza successo di un suo possibile ritorno dopo le gloriose edizioni degli anni ‘80 e ‘90.

Quando ho saputo che si era finalmente riusciti ad organizzarla per la primavera 2020, ho temuto che cadesse in una data troppo vicina a quella di Boston, compromettendo ogni mia possibilità di partecipazione.

Invece il primo marzo si incastra perfettamente: da un lato c'è stato tutto il tempo per recuperare da New York prima di iniziare la preparazione; dall'altro si colloca esattamente cinquanta giorni prima di Boston per cui ritengo che sia fattibile correrle entrambe, magari evitando di tirarci “alla morte” nella prima.

L'importante infatti il primo di marzo sarà esserci e godersela il più possibile, per cui – ovviamente – mi sono già assicurato un pettorale.

C'è da dire inoltre che gli organizzatori hanno fatto le cose proprio per bene, disegnando uno splendido percorso interamente cittadino che tocca tutti i nove quartieri di Bologna con partenza ed arrivo in Piazza Maggiore.

Fra l'altro passa praticamente sotto casa mia e io non vedo letteralmente l'ora di correrla, mi sento davvero come un bambino al quale hanno realizzato un sogno (e sono tre!) e spero solamente di riuscire ad arrivarci abbastanza preparato.

Come ho scritto su Facebook qualche settimana fa, mi auguro anche che l'organizzazione riesca nella missione più difficile: far capire ai bolognesi che questa può essere una grande occasione di festa per tutta la città, una celebrazione dello sport e del suo enorme potere educativo, sociale e terapeutico, e non una scocciatura o un intralcio come spesso si vede alle maratone italiane.

Mi piacerebbe invece – come accade all'estero – che la gente scendesse per strada a sostenere ed incitare i maratoneti in quello che potrebbe diventare un appuntamento annuale fisso interamente dedicato alla città e allo sport.


Il programma per i primi mesi del 2020 è dunque stabilito: priorità alla preparazione per la Boston Marathon, all'interno della quale si inserirà l'imperdibile appuntamento con la Maratona di Bologna.

Al primo marzo mancano esattamente dodici settimane che, guarda a caso, è proprio la durata classica della preparazione per i 42 Km.

Io scalpito dalla voglia di iniziare ad allenarmi, e in generale ho un bisogno vitale di ritornare a correre con continuità.

Devo solo avere ancora un po' di pazienza e presto potrò di nuovo allacciarmi le scarpe, scendere in strada e riprendere con ciò che solo la corsa mi permette di fare…

…continuare a sognare.

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