lunedì 30 dicembre 2019

Ancora sulla distonia


Ho più volte sottolineato come la malattia di Parkinson possa manifestarsi in modi differenti da persona a persona. Tuttavia, per la mia esperienza personale, penso che almeno nelle prime fasi si possano suddividere i diversi tipi di Parkinson in due grandi famiglie in base ai sintomi più frequenti e più evidenti:

Per i malati della prima tipologia il disturbo prevalente è il tremore, con diversi gradi di intensità, ampiezza e frequenza delle oscillazioni.

Per chi invece appartiene al secondo gruppo – come il sottoscritto – i sintomi più invalidanti sono la bradicinesia, cioè rallentamento dei movimenti e impaccio nell'esecuzione di gesti automatici e motricità fine, e la distonia.

bradicinesia… 😊

La distonia è uno degli argomenti più ricorrenti di questo blog. Ne ho parlato per la prima volta più di due anni fa e periodicamente la tiro fuori all'interno dei miei articoli. Il motivo è semplice: finora fra i disturbi fisici di cui soffro a causa del Parkinson è quello che nuoce maggiormente alla corsa.

Torno pertanto a parlarne in chiusura di questo 2019 durante il quale ho subito vari infortuni che mi hanno costretto a sopportare periodi più o meno prolungati di astinenza dalle corse. All'origine di molti dei miei problemi a muscoli e tendini c'è infatti proprio la distonia con forme e modalità diverse a seconda delle situazioni.


La distonia è un disturbo del movimento che consiste in una contrazione muscolare involontaria prolungata. Può insorgere sia a riposo che durante l'attività fisica e si manifesta con un irrigidimento dei gruppi muscolari colpiti. In genere porta a posture anomale, torsioni, scosse di tremore o spasmi, crampi e altri problemi.

Io per il momento sono affetto da emiparkinsonismo, la malattia colpisce cioè le cellule neuronali di un solo emisfero del cervello, il destro. Di conseguenza i sintomi emergono prevalentemente nel lato sinistro del mio corpo.

In particolare la distonia colpisce principalmente l'arto inferiore sinistro (gamba e piede) ma può interessare anche il braccio, le spalle, il tronco e i muscoli del viso, soprattutto quando sono mentalmente sotto stress oppure fisicamente molto provato, come ad esempio negli ultimi Km di una gara.

I collegamenti tra distonie ed infortuni sono molteplici e tutti abbastanza evidenti:

Rigidità a riposo e spasmi muscolari creano un sovraccarico eccessivo per i tendini che diventano più fragili e si deteriorano più facilmente.

La mattina appena sveglio ad esempio è uno dei momenti peggiori perché il livello di dopamina a disposizione è al minimo. A volte la gamba si irrigidisce e viene attraversata da forti scosse di tremore. Oppure le dita del piede si contraggono dolorosamente a martello e non c'è verso di farle rilassare.

Durante la corsa, com'è risaputo, bisognerebbe mantenere la muscolatura sciolta il più possibile per avere maggiore elasticità, fluidità di movimento e impatti più leggeri sul terreno. Questo non solo garantisce un'andatura più economica e un minor dispendio di energia, ma diminuisce sensibilmente anche il rischio di infortuni.

Io a causa della distonia, col procedere dei chilometri ho bisogno di concentrarmi sempre di più per mantenere i muscoli distesi ed impedire che si irrigidiscano il piede, la gamba, la mano, il braccio, la spalla, il collo o altre zone di cui nemmeno mi accorgo. Ma quando sono stanco è uno sforzo mentale ulteriore che non sempre riesco a mantenere, per cui tendo a contrarmi, a spingere in maniera asimmetrica e finisco per correre mezzo storto.

Tutto ciò ovviamente si traduce in un rischio maggiore di infortuni da sovraccarico, in particolare contratture muscolari e infiammazioni tendinee.

C'è poi un altro aspetto per nulla secondario: il dilatarsi dei tempi di recupero. Per guarire, tendini e muscoli avrebbero infatti bisogno di essere lasciati a riposo. Invece a causa della distonia vengono continuamente sollecitati e sembrano veramente non tornare mai a posto, in particolare i tendini infiammati che già normalmente guariscono lentamente.


Come ci si difende dalla distonia?

La prima arma a disposizione è il potenziamento muscolare. Aumentare la forza e la resistenza di tutte le fibre muscolari coinvolte apporta infatti numerosi vantaggi durante la corsa:

  • Minori scompensi nel tono muscolare fra le diverse parti del corpo per scongiurare sovra-eccitazioni tendinee nelle zone più deboli.
  • Un maggiore sostegno al tronco e alla schiena, in modo da stancarsi meno a mantenere la postura corretta.
  • Lavorare sulla forza massimale di tutta la muscolatura coinvolta consente inoltre di produrre la stessa potenza con uno sforzo e un impegno muscolare minori.
  • Muscoli più tonici e allenati reggono meglio il carico di lavoro anche a protezione delle articolazioni che risultano sollecitate di meno.
  • Una maggiore resistenza delle fibre infine è fondamentale quando il lavoro richiesto si protrae per alcune ore come nella maratona.

Portare avanti un programma di potenziamento muscolare parallelamente agli allenamenti è però un impegno che richiede ulteriori energie e tempo a disposizione.

Purtroppo sempre a causa del Parkinson mi stanco più facilmente durante le giornate e le energie disponibili sono limitate. Inoltre lavorando in ufficio otto ore al giorno, anche solo trovare il tempo per gli allenamenti è già piuttosto complicato.

Per potersi permettere il “lusso” di correre, sarebbe necessario dedicare in generale più tempo ed attenzioni alla cura del corpo: stretching, massaggi ed esercizi di defaticamento attivo andrebbero svolti quotidianamente, ma spesso ciò non è possibile.

Per contrastare la distonia è fondamentale inoltre non rimanere mai a lungo fermi in posizione statica (specialmente seduti). Altrimenti il corpo tende ad irrigidirsi sempre di più. Bisognerebbe invece mantenersi il più possibile in movimento.

Infine quando si è stressati si contraggono involontariamente i muscoli, per cui lo stress psicologico è un altro fattore che amplifica i problemi di distonia (come del resto tutti gli altri sintomi del Parkinson).


Il problema è che per guarire dagli infortuni devo stare a riposo, ma se non posso correre tutti i miei sintomi peggiorano, compresa la distonia che dunque rischia di provocarmi altri infortuni e non mi permette di recuperare dai vecchi. È un circolo vizioso dal quale è difficile uscirne, per cui, prima di tutto, bisogna avere tanta pazienza e…

… sperare in un 2020 migliore! 😉


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