giovedì 13 settembre 2018

Quattro e Quarantaquattro

La Run Tune Up di quest'anno, che ho avuto il piacere di correre domenica scorsa, è stata per me una gara strana, vissuta in maniera un po' frenetica, forse con qualche aspettativa di troppo.

Torno a casa sicuramente con grandi soddisfazioni, viste le incertezze della vigilia, ma anche un po' con l'amaro in bocca e la sensazione che, nonostante cerchi sempre di curare ogni minimo particolare, qualche distrazione di troppo mi abbia impedito di ottenere il massimo risultato sperato.

Innanzitutto devo aver sbagliato qualcosa nello scarico dell'ultima settimana perché la mattina mi sono svegliato coi muscoli delle gambe ancora stanchi anziché freschi come sarebbero dovuti essere, e durante la corsa si è sentito parecchio, soprattutto negli ultimi chilometri.

Durante la gara poi ho passato tutto il tempo a prendermela (silenziosamente) coi pacers, stizzito perché ero convinto che stessero marciando ad un ritmo molto più svelto del dovuto (cioè 4'44"/Km, per chiudere in 1h40'). Salvo poi scoprire, solo alla fine, che era invece il mio Polar – che continuava a darmi dei parziali al Km intorno ai 4:35 – a sbagliare.

Il fatto che i cartelli chilometrici posti lungo il percorso arrivassero sempre un po' in ritardo rispetto alle stime del mio GPS avrebbe dovuto farmi suonare un campanello d'allarme. Invece ho continuato erroneamente ad ignorare questo scarto (forse dovuto al fatto che anziché seguire la traiettoria ideale, andavo a cercare sempre il lato ombreggiato della strada), in costante aumento col passare dei chilometri, come se fosse un dettaglio trascurabile ai fini cronometrici.

L'idea iniziale era appunto quella di viaggiare insieme ai pacers dell'ora e quaranta e poi eventualmente mollarli e accelerare un po' nel finale.

La prima parte del programma l'ho rispettata: dopo un paio di chilometri mi sono diligentemente messo in scia e ho lasciato a loro l'onere di fare l'andatura.

Poi però, a causa anche del caldo e del percorso ondulato e “zigzagante”, sempre impegnativo, ho faticato parecchio anche a rimanergli attaccato fino alla fine. Anzi, dopo l'ultimo ristoro sono rimasto indietro di una decina di secondi.

Ma non me ne preoccupavo più di tanto: sempre con la convinzione radicata che stessero marciando ad un ritmo troppo sostenuto, ero convinto di avere comunque ampio margine di vantaggio sul risultato finale che mi ero prefissato, ossia stare sotto l'ora e quaranta.

Alla fine ho chiuso con un real time di 01:40:00 esatti! Avrei giurato di aver terminato con un tempo inferiore, ed ero sicuro anche di aver rallentato nella seconda parte. Invece curiosamente, secondo quanto riportato su Endu.net, ho corso i primi 10 Km ai 4'44" di media, i restanti 11 Km sempre ai 4'44", e mi sono classificato... 444esimo!

Viste le premesse sono comunque contento di com'è andata la corsa e del risultato ottenuto, anche se non pensavo che mi sarebbe costato tanta fatica.

L'aspetto migliore è stato poter spingere al massimo dimenticandomi completamente dei miei recenti acciacchi. I tendini in particolare hanno retto alla grande, senza darmi nessun fastidio, nemmeno a freddo, una volta terminata la gara.

Appuntamento al 2019! (Speriamo…)







Run Tune Up!|Run Tune Up 2017|Ritorno alle gare (con infortunio)

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