mercoledì 3 ottobre 2018

#road2verona - 3. Tappa a Ferrara

Domenica scorsa a Ferrara era in programma la “45ª International Ferrara Marathon”, gara prestigiosa con tanto di certificazione Fidal.

Quest'anno, oltre alle due distanze classiche di 42 e 21 Km, hanno aggiunto una 30 Km, così ne ho approfittato per correre il mio secondo “lunghissimo” domenicale in un contesto organizzato e con quell'atmosfera stimolante che normalmente caratterizza queste manifestazioni.

Non si tratta della mia prima trasferta in terra estense: giusto un anno fa ci corsi la Diecimiglia.

Purtroppo il primo commento che devo fare è che sono rimasto nuovamente piuttosto deluso, questa volta a causa di un'organizzazione a dir poco imbarazzante, assolutamente non all'altezza dell'evento.

Dopo 2/3 di gara infatti, transitando a lato del ristoro posto al 20° Km, sento discutere e scopro che all'ultimo momento il percorso di gara è stato accorciato di 5 Km a causa di problemi di permessi nel passaggio all'interno di una proprietà privata.

Non ci volevo credere!

Roba da dilettanti allo sbaraglio che organizzano una tapasciata di paese, altro che International! I percorsi andrebbero controllati e ricontrollati mesi prima, per essere sicuri di avere tutti i permessi e scongiurare qualsiasi imprevisto.

Ma soprattutto non potevano dircelo alla partenza anziché dopo 20 Km? Almeno ci avrebbero consentito di impostare un ritmo gara adeguato alla nuova distanza.

Forse si vergognavano, o temevano una rivolta popolare, ma così hanno solamente peggiorato le cose. E questo alla fine è stato senza dubbio l'aspetto più grave dell'incidente. Personalmente ho trovato il comportamento dell'organizzazione molto scorretto, e anche tanti altri l'hanno fatto notare.

Così dopo aver tagliato il traguardo sono tornato indietro fino all'ultimo ristoro, continuando a correre contromano (insieme ad altri runners) per 3 Km, e poi di nuovo fino all'arrivo per un totale di 31 Km circa.

E che venissero a dirmi qualcosa!


Ma a parte il nervoso per lo spiacevole incidente, sono rimasto molto soddisfatto di come è andata la mia corsa.

31 Km o poco più ai 4'50” /Km di media, correndo dall'inizio alla fine con un filo di gas, tenendo sempre sotto controllo il battito, senza mai forzare. Solo negli ultimi Km le gambe cominciavano ad essere un po' stanche, ma per il resto mi sentivo ancora fresco.

Molto meglio del previsto. Quando ho deciso di fermarmi ero stupito di quanta poca fatica avessi fatto!

Ripensandoci, probabilmente questa improvvisa facilità di corsa è frutto anche del brusco calo di temperatura delle ultime settimane: quindici giorni fa a San Giovanni in Persiceto annaspavo e grondavo sudore fin dal primo minuto; domenica scorsa invece – finalmente – si respirava aria fresca! Tutta un'altra musica.

A questo punto però sorge un dilemma: avevo impostato la preparazione per Verona su un ritmo gara che mi permettesse di chiuderla entro le tre ore e mezza, quindi qualcosa in meno dei 5'/Km.

Ora sono combattuto: abbassare il ritmo gara o resistere alla tentazione e andare avanti così?

Viste le sensazioni positive di ieri sembrerebbe ragionevole puntare a un tempo inferiore.

Ciò che mi frena è che in fondo si tratta della mia prima maratona per cui non posso sapere cosa mi aspetta: non vorrei lasciarmi prendere dall'entusiasmo e poi pagare l'inesperienza alla fine, scontrandomi con il famigerato muro del 30° (o 35°) Km.

Domenica prossima ho in programma una 21 Km a Modena e quella dopo altri 32 Km alla Maratona di Parma. Le userò come test per stabilire definitivamente il ritmo gara più consono.

Nel frattempo, nelle prossime due settimane, proverò ad alzare un po' i ritmi degli allenamenti, in maniera graduale, ascoltando sempre con attenzione le sensazioni che mi trasmette il corpo.

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