lunedì 29 ottobre 2018

#road2verona - 7. Il lunghissimissimo!

Quella appena trascorsa è stata un'altra settimana cruciale per la mia preparazione.

Era infatti la settimana del “lunghissimissimo”, cioè la seduta di allenamento sulla distanza maggiore, che si avvicina ai fatidici 42 Km ma senza raggiungerli, perché al contempo non deve diventare nocivo. Deve cioè essere tollerabile e smaltibile prima della gara per scongiurare il rischio di arrivare al via coi muscoli già "consumati".

La distanza comunemente consigliata è tra i 35 e i 38 Km (io avevo deciso per 36), e normalmente lo si mette in calendario tre settimane prima della maratona, in modo da avere tutto il tempo per recuperarlo completamente.

Purtroppo proprio questa domenica mattina avevo un impegno improrogabile, per cui ho dovuto spostare il lunghissimo al sabato mattina. Questo significa doverlo correre in solitaria perché di sabato non si trovano né gare organizzate, né altri runner disposti ad accompagnarti, in quanto già impegnati il giorno successivo nelle classiche gare domenicali.

Ma soprattutto questo spostamento al sabato mi ha un po' scombussolato tutta la programmazione settimanale, e io non sono stato sufficientemente malleabile da modificare le sedute in maniera consona.

Già la domenica precedente ero partito per fare “solamente” 24 Km, salvo poi aggregarmi ad un gruppetto con un buon passo, così alla fine ne ho fatti 28 e per di più “allegri”.

Poi, per non arrivare a sabato troppo stanco, ho anticipato a martedì la sessione di ripetute, anche se non avevo ancora smaltito del tutto i 28 di domenica.

Quindi, per rispettare la tabella che la scorsa settimana prevedeva 80 Km, mercoledì ne ho fatti altri 20, ma su percorso con lunghi tratti di sterrato-ondulato che le mie gambe – già stanche – non vedevano da un po' e non sono più abituate a sopportare.

Infine venerdì, per non stare due giorni di fila senza correre, altri 12 Km tranquilli.

In pratica sono arrivato a venerdì sera trascinandomi come uno straccio e sentendomi un catorcio ambulante, con dolori sparsi un po' ovunque, due pezzi di legno al posto delle gambe, e con la sensazione di aver sbagliato tutto.

Sono andato a letto con tanti dubbi e incerto se rimandare il lunghissimo alla settimana successiva (sfruttando il ponte dei Santi) in modo da scongiurare il rischio overtraining, o proseguire come da programma.

Sabato mattina però mi sveglio con sensazioni fisiche migliori, evidentemente le sedute defaticanti con la cyclette e il lavoro incessante di massaggi col bastone a rulli dei giorni precedenti hanno dato i frutti sperati.

Decido quindi di mettere da parte le paure della vigilia e andare a correre, imponendomi però di dare costantemente ascolto ai segnali che mi manda il corpo, senza voler insistere per forza, col rischio di andare incontro a guai seri. Evidentemente la notte porta consiglio.

Parto in macchina con destinazione San Giovanni in Persiceto, dove è presente un circuito segnato lungo 14 Km, piatto e con pochissime macchine, in mezzo al classico "nulla", fatto di fabbriche, villette e campi arati.

E proprio durante il viaggio in auto mi è accaduto un episodio quantomeno curioso.

Io normalmente non credo nei segni del destino o roba del genere, e non do alcun peso alle coincidenze, ma a volte – come in questo caso – si fa fatica ad ignorarle.

Premessa: la strada che va a San Giovanni incidentalmente è la stessa che proseguendo porta fino a Verona. Ovviamente io non ci avevo mai fatto caso prima di allora.

Venerdì mattina inoltre il meteo era piuttosto incerto, con qualche raggio di sole che si alternava a sprazzi di pioggerellina lieve.

Fatto sta che ad un certo punto alzo lo sguardo dalla strada e mi trovo davanti un cartello con una freccia che indica “sempre dritto per Verona” e, sullo sfondo… un arcobaleno perfetto, che non poteva non ricordare il classico arco della partenza (o dell'arrivo) delle gare su strada.

Avrei voluto fare una foto ma ero rimasto colpito dalla scena e sul momento non mi è venuto in mente.

Su Google Maps purtroppo niente arcobaleno!

Grazie anche a questa ulteriore iniezione di fiducia, il lunghissimissimo poi è andato piuttosto bene, nonostante l'affaticamento muscolare pre-esistente. Qui la traccia su Strava.

Forse mi è costato più fatica del previsto, ma date le premesse sono soddisfatto di averlo portato a casa reggendo con la testa fino in fondo, con anche un'acceleratina negli ultimi 2 Km.

Non avevo mai corso 36 Km in vita mia, al massimo ero arrivato a 32 (quindici giorni prima). I muscoli delle gambe alla fine erano davvero provati (e non si sono ancora ripresi del tutto), ma la notizia migliore è che, dall'inizio alla fine, non ho mai patito carenza di dopamina.

Facendo i conti, in una settimana (da domenica a sabato) ho fatto più di 100 Km e ad Ottobre ho superato per la prima volta i 300 Km mensili. Direi che un po' di stanchezza ci può anche stare!

A parte la stanchezza, la lezione che mi porto a casa è che oltre una certa distanza la fatica inizia a crescere in maniera esponenziale, ed i chilometri, che fino a poco prima passavano in un batter d'occhio, improvvisamente sembrano allungarsi all'infinito.

Ma intanto un altro tassello è stato aggiunto, ed il livello di fiducia in vista di Verona continua a salire!

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