sabato 14 settembre 2019

Run Tune Up 2019


Arriva settembre e come ogni anno ricomincia il solito tram-tram: le giornate si infittiscono di impegni, in ufficio la mole di lavoro che si accumula diventa insostenibile, non si ha più un secondo di tempo libero e il mio livello di stress oltrepassa abbondantemente la soglia di guardia.

Intanto la preparazione per la maratona autunnale entra nel vivo e per riuscire a trovare il tempo necessario a completare il crescente chilometraggio settimanale senza sacrificare tutto il resto, devo fare i salti mortali, tipo improbabili sveglie alle cinque di mattina o pause pranzo tirate al limite.

Ma da un po' di anni a questa parte l'inizio di settembre per me significa anche un'altra cosa:
Run Tune Up! La “mezza” di Bologna, appuntamento fisso di fine estate che anche quest'anno mi ha visto puntuale ai nastri di partenza, per il quarto anno consecutivo.

Ed è stata nuovamente un'edizione bagnata, come nel 2017, con la pioggia che per almeno tutta la prima metà di gara non ci ha mai abbandonato, diventando a tratti addirittura torrenziale.

Ma non sarò certo io a lamentarmi! Come ho già avuto modo di dire in passato, molto meglio così rispetto al gran caldo patito l'anno scorso, o durante tutta questa torrida estate 2019, almeno fino a una decina di giorni fa.

Poi infatti da inizio settembre le temperature sono finalmente diminuite di qualche grado e puntualmente si sono subito abbassati anche i tempi al Km che registro nei miei allenamenti mattutini.


La Run Tune Up di quest'anno per me era l'occasione perfetta per valutare il mio stato di forma dopo la mole di lavoro che mi sono sobbarcato in estate per recuperare l'allenamento perduto durante lo stop primaverile, e prima di affrontare gli ultimi due mesi di preparazione in vista della NYC Marathon.

È vero che non si tratta di una gara veloce, “da tempo” come si suol dire, ma innanzitutto non ero lì per gareggiare, o per ottenere un nuovo PB, ma era semplicemente una tappa nella mia lunga preparazione che – come detto – mi ha permesso di testare la condizione fisica attuale.

Poi c'è il vantaggio che il percorso non è cambiato negli ultimi anni e ormai lo conosco nei minimi dettagli. So quello che mi aspetta ad ogni Km e quante energie posso permettermi di spendere per non andare in riserva anzitempo.

Ma soprattutto la Run Tune Up è una gara che amo, mi piace correrla ogni anno di più, sia la prima parte più scorrevole lungo i viali di circonvallazione, sia la seconda più “tecnica” e impegnativa per le vie del centro storico.


Quest'anno mi presento dunque al via con la consapevolezza di essere nella condizione migliore rispetto a tutte le partecipazioni passate. E soprattutto carico come una molla e felice di poter essere di nuovo qui, per un anno ancora, insieme a migliaia di altri runner, a godermi ogni Km della corsa della mia città.

Anche il coach che mi sta seguendo nella preparazione per New York, che inizialmente avrebbe preferito farmela correre ad un più conservativo “ritmo maratona”, vedendomi mordere il freno, mi ha dato il via libera per schiacciare un po' sul pedale del gas.

Le istruzioni sono chiare: “Se vuoi tirarla, tirala pure” mi ha detto, “la useremo come test per dedurre un possibile ritmo gara; ma non voglio vedere dei cali nel finale. Per cui parti con un ritmo che sai di poter reggere fino in fondo”.

In verità in gara non mi succede praticamente mai di calare nel finale, anzi, quasi sempre negli ultimi Km tiro fuori tutto quello che ho e va a finire che corro la seconda parte più veloce della prima.

Galvanizzato dai recenti allenamenti e dalla temperatura mite, decido pertanto di sfruttare i pacers dell'ora e mezza – che significa viaggiare ad un ritmo costante di 4:15/Km – seppure con parecchi timori.

Da un lato la mancanza di test recenti alimenta la paura di non farcela a reggere il ritmo fino in fondo; dall'altro sto bene e voglio tornare a casa soddisfatto della mia gara e non col rammarico di essere partito con un ritmo troppo conservativo.


Solito meticoloso riscaldamento pre-gara (sotto un portico però...) e alle 9:45 rimbomba puntuale lo sparo dello starter, mentre una pioggia rinfrescante ci benedice dal cielo.

Per una volta i Km più faticosi stranamente risulteranno i primi, con la frequenza cardiaca che sale subito sopra i 160 bpm. Un po' perché fisicamente devo adattarmi ad un ritmo gara al quale ultimamente non ero più abituato, un po' perché mentalmente sono ancora bloccato dal timore di star esagerando.

Ma una volta “rotto il fiato”, circa all'altezza di Porta San Donato, riesco finalmente a prendere il ritmo. Il battito si stabilizza attorno ai 160 e comincio a godermi la corsa. Mi guardo intorno e mi rendo conto che sto facendo ciò che amo, correre per le strade della mia città, e allora la fatica – che comunque è sempre presente – mi pesa sicuramente meno.

Il percorso di gara è tutto nella mia testa, metro dopo metro; le esperienze degli scorsi anni mi permettono di valutare con precisione in base alle sensazioni che mi trasmette il corpo quanto posso permettermi di spingere in ogni momento della gara.

Mi sento bene, faccio anche meno fatica del previsto, per cui quando inizia il primo tratto in discesa (circa al Km 7, come due anni fa) accelero un pochino, mi lascio i pacers alle spalle e vado per la mia strada.

Giunto a metà gara, inizia la parte più impegnativa dentro il centro storico, con curve secche che rompono il ritmo, fondo sconnesso e saliscendi che l'anno scorso ho sofferto davvero tanto.

Ma dev'essere proprio la giornata giusta perché le sensazioni che ho quest'anno sono tutta un'altra cosa: certo faccio fatica, ma non vado mai davvero in affanno, nonostante il ritmo sia decisamente sostenuto. Merito indubbiamente anche del fresco!

Così anche la seconda parte scivola via senza troppi patimenti e una volta terminato il lungo rettilineo di via San Felice, sempre mentalmente molto impegnativo, arrivo in piazza Malpighi e al cartello del 20° Km spalanco il gas e mi permetto anche un ultimo Km tirato ed un accenno di sprint finale, ma senza forzare eccessivamente ed inutilmente (non sono qui per gareggiare, arrivare 122-esimo o 123-esimo non mi cambia niente).

Chiudo in  01:28:31 (real time), alla media dei 4:11/Km, di gran lunga il mio migliore risultato di sempre alla Run Tune Up e mia seconda prestazione assoluta sui 21 Km.

Anche questa volta la seconda parte l'ho corsa più veloce della prima, nonostante fosse meno scorrevole. Ma soprattutto ho mantenuto fede all'impegno di non calare mai il ritmo fino in fondo. E alla fine l'ho tirata ma non “alla morte”, come conferma anche la frequenza cardiaca media complessiva di 161 bpm.

Al contrario dell'anno scorso, questa volta me ne torno a casa con buone sensazioni generali e decisamente soddisfatto del test: il tempo finale è stato inferiore al previsto e anche le gambe sono stanche ma non troppo doloranti.

Il mio stato di forma è dunque migliore di quanto pensassi; evidentemente tutto l'allenamento estivo comincia a pagare i suoi dividendi!


Passaggio sotto le Due Torri


Giù per via Garibaldi


Porta San Felice (secondo passaggio)


In posa plastica!


Piazza Malpighi, 20° Km


Via Farini, sprint finale!


Via dell'Archiginnasio


Piazza Maggiore, ultimi metri...


L'urlo che travolge tutta Bologna!


L'arrivo davanti a San Petronio


In scioltezza... 😉


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