martedì 13 agosto 2019

Dodici settimane alla NYC Marathon


Mancano dodici settimane alla New York City Marathon del 3 Novembre, che, come da programma, correrò insieme agli amici Stefano, il vulcanico triatleta di Bergamo, e Alfonso, il maratoneta napoletano, anch'essi malati di Parkinson.

È dunque il momento di fare il punto della situazione:


Il Parkinson


Buone notizie su questo fronte!

A inizio Marzo lamentavo un brusco peggioramento di tutti i sintomi della malattia in coincidenza con l'astinenza prolungata dalla corsa causata da un paio di infortuni.

Il mio timore era che le mie maggiori difficoltà nel contrastare il Parkinson e nel trovare la forza di reagire non dipendessero unicamente dalla mancanza di esercizio fisico, ma anche dall'inesorabile avanzare della malattia che mi accompagna ormai da un decennio.

Invece, da quando ho potuto riprendere a correre con continuità, il mio stato di salute psicofisico è decisamente migliorato, anche rispetto ai livelli pre-infortunio: il piede sinistro ad esempio non si irrigidisce più la mattina; la notte dormo meglio e arrivo a sera con ancora delle energie a disposizione.

Certo l'estate, le vacanze, le gite in montagna, le corse all'alba sul bagnasciuga o lungo le valli dolomitiche, l'avere più tempo a disposizione per fare le cose con calma, o anche per non fare niente, sono tutte circostanze ideali per scacciare l'ansia e abbattere lo stress, che è la via più rapida per tenere a bada il Parkinson.

Ma – e di questo ne sono certo – andare in vacanza mi sarebbe servito a poco se non avessi potuto correre, senza cioè poter coltivare la mia passione e contemporaneamente mantenere il mio fisico sempre attivo e allenato.

Per cui alla fine la medicina migliore è sempre la stessa, lo ripeto da quando ho cominciato a scrivere in questo blog: sforzarsi, imporsi di muoversi il più possibile, meglio se con un'attività fisica di tipo aerobico, meglio ancora praticando uno sport che ci piaccia, o almeno in un contesto stimolante, in modo da riuscire a portarlo avanti in maniera continuativa.


La corsa


Sul fronte delle mie performance sportive invece le sensazioni sono in un certo senso “altalenanti”.

L'aspetto positivo, e sicuramente più importante, è che sono guarito dai miei ultimi acciacchi fisici.

Ad ogni infortunio il processo di guarigione richiede sempre più tempo del normale; è un altro effetto dovuto al Parkinson: i muscoli non stanno mai veramente a riposo per cui anche delle semplici contratture richiedono mesi per riassorbirsi totalmente.

Però, stando attento a non sforzare troppo i muscoli e curando sempre in maniera maniacale il riscaldamento, da inizio Giugno ad oggi ho già messo nelle gambe dieci settimane di “costruzione fisica”.

In 14 giorni di allenamenti in montagna inoltre ho accumulato parecchi metri di dislivello in salita e in discesa. Oltre ad aver testato la tenuta delle gambe anche su percorsi molto ondulati, questi tipi di lavori mi hanno permesso di rinforzare la muscolatura a sostegno delle articolazioni, in particolare tendinee, che, per i noti problemi di distonia, sono sempre a rischio infiammazione.

Il problema invece è che dopo tre mesi e mezzo, con più di 800 Km alle spalle, mi aspettavo di aver recuperato pienamente tutto l'allenamento perduto in due mesi e di essere già ritornato al mio stato di forma pre-infortunio. Invece non è così.

La situazione non è preoccupante ovviamente, anche perché la vera preparazione comincia solamente ora e quello che conta è arrivare al top della forma il 3 Novembre.

Il livello del mio allenamento in effetti sta migliorando, tre mesi fa correvo il fondo lento (a 145 bpm) ai 5:10/Km, oggi ai 4:50/Km. Solo mi sembra che la ripresa sia più lenta del previsto.

Un fattore determinante è indubbiamente il caldo che io soffro particolarmente avendo già di base una sudorazione molto elevata. Soprattutto nei lunghi collinari domenicali ho avuto grossi problemi di disidratazione, mentre durante la settimana ho cercato di difendermi uscendo sempre la mattina prima dell'alba.

Il caldo fa sballare ogni valutazione sul ritmo di corsa. L'anno scorso ad esempio quando son calate improvvisamente le temperature, la frequenza cardiaca media è diminuita di una decina di battiti al minuto.


A Parkinsonian man in New York ♫♪


Come detto, inizia dunque questa settimana il periodo di preparazione specifica per i 42 Km, le famigerate terribili 12 settimane. L'idea è di portare avanti un programma simile a quello dello scorso autunno, che mi ha permesso di correre con successo la mia prima maratona. Ma con alcune notevoli differenze:
  • La novità principale di quest'anno è che sono seguito (da remoto) da un coach della Rosa Associati che ogni quattro settimane mi manda la tabella con gli allenamenti. Questo mi sgrava dall'onere di studiare e decidere quale sia il tipo di lavoro migliore da affrontare ad ogni singola seduta. D'altro canto però si tratta di un enorme investimento di fiducia da parte mia considerata l'importanza di questo viaggio verso New York.

  • L'altra differenza è che – come detto – rispetto al 2018 ho avuto a disposizione ben dieci settimane in più di preparazione estiva (la preziosa fase di costruzione e potenziamento muscolare).

  • Vorrei inoltre aumentare un po' il chilometraggio settimanale, introducendo quando sarà possibile una quinta uscita, a partire già da fine Agosto.

  • Inoltre l'ultimo lunghissimo preferirei spostarlo da -3 a -2 settimane dalla maratona. Mi è rimasta infatti l'impressione di aver perso qualcosa nelle ultime settimane e comunque in 14 giorni lo recupero tranquillamente.

Ma quale sarà il mio obiettivo cronometrico di quest'anno?

L'esperienza mi insegna che è ancora troppo presto per stabilire un ritmo gara. Mi piacerebbe migliorare il tempo di Verona, ma New York – è risaputo – ha un percorso particolarmente ostico a causa dei continui saliscendi lungo le strade dei cinque Boroughs e soprattutto lungo i ponti che li uniscono.

Intanto, mentre ascolto Sting sentendomi anch'io un po' un ‘legal alien’, già mi immagino a Staten Island, di fronte al Ponte di Verrazzano, pronto per la partenza insieme ad altri 50000 runner e a un'intera città in festa.

E sinceramente non vedo l'ora!


L'attraversamento del Verrazzano Bridge subito dopo la partenza

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