lunedì 30 ottobre 2017

Maratonina di Calderara

Come da programma, ieri ho corso la Maratonina di Calderara, con l'obiettivo di migliorare il mio PB di un'ora e 33 sulla “mezza”.

Purtroppo la prima considerazione che devo fare è che il Parkinson è una malattia bastarda, perché appena ti permetti di fare i conti senza di lui, subito si fa sentire in maniera prepotente.

Me ne accorgo in fretta durante il riscaldamento: l'effetto della levodopa non arriva, il piede sinistro è contratto, rigidità e tremore rendono difficile perfino le operazioni di slacciare e riallacciare la scarpa sinistra per infilare il chip MySDAM.

Forse dipende dal freddo patito in moto che mi ha bloccato la digestione, oppure dal cambio dell'ora che ha sballato un po' gli orari. Non lo so, ma il momento della partenza si avvicina e in queste condizioni non riuscirei a correre. Ho bisogno di dopamina! E ne avrei bisogno in fretta...

Procedo dunque con la consueta prassi che uso in questi casi per favorire l'assorbimento della levodopa a livello intestinale: alterno un po' di camminata a un po' di corsetta saltata appena accennata, accompagnando il movimento a profondi respiri addominali.

Lentamente la situazione migliora e anche se non sento ancora il piede sinistro completamente rilassato (soprattutto le dita), faccio finta di niente e mi presento puntuale per la punzonatura e la partenza.

Decido di provare a tenere un ritmo di 4:20/Km che significherebbe chiudere i 21 Km e 95 metri in 01:31:25. Mi accorgo in fretta però che ciò mi richiede uno sforzo notevole fin dai primi chilometri, con il battito che viaggia già alla frequenza della soglia anaerobica.

Anche se non credo di poterlo reggere fino in fondo, vado avanti al ritmo prefissato, cercando di avere una regolarità nei passaggi chilometrici più precisa possibile.

Dopo pochi chilometri noto che c'è qualcosa che non va: le bandierine chilometriche sono in anticipo rispetto a quanto segnalato dal mio gps, e ad ogni chilometro il gap aumenta. Capita che il gps non sia preciso, ma in questo caso la differenza mi sembra troppo marcata, considerando che il percorso ha poche curve, non ci sono alberi e il cielo è sereno.

I miei tempi al Km. In grassetto
le due soste ai ristori.

Tengo comunque come riferimento il ritmo che mi comunica l'orologio (anche perché non potrei fare altrimenti) e continuo a scandire i chilometri come un metronomo, stando leggermente sotto i 4:20 – finché ce la faccio – in modo da compensare le due soste ai ristori all'undicesimo e al diciassettesimo chilometro che mi portano via qualche secondo.

L'andatura non è sciolta come al solito, me ne rendo conto, un po' per lo sforzo, un po' a causa delle dita del piede sinistro che non ne vogliono sapere di rilassarsi, ma non mi sembra che ciò influisca più di tanto sulla mia performance.

Riesco infatti a tenere abbastanza bene fino al diciottesimo, al quale arrivo addirittura sotto media. A questo punto sento i quadricipiti che urlano, il battito è salito a 170, vado avanti più che altro di testa e riesco a limitare il calo: corro due chilometri a 04:26 e poi l'ultimo a 04:10, cioè il massimo “sprint finale” che le gambe mi concedano.

Non riesco a sorpassare nessun concorrente nell'ultimo chilometro, come invece faccio di solito, però non vengo nemmeno superato; chiudo in 01:30:10, con la sensazione di aver dato tutto quello che avevo. Non ho nemmeno la forza di prendere al collo la medaglia e di restituire il sorriso alla solita signorina.

Il tempo finale è decisamente inferiore al previsto, saperlo prima avrei attentato al muro dell'ora e mezza. Ma c'è una magagna: il mio gps mi segnala 20.9 Km totali, e la traccia su Strava sembra ricalcare fedelmente il tracciato di gara; anche le prove degli altri che hanno condiviso la corsa sempre su Strava hanno la stessa distanza.

Ma può una mezza riconosciuta UISP, con tanto di misurazione e cronometristi ufficiali MySDAM, essere lunga 200 metri in meno? Oppure il percorso permetteva dei tagli talmente ampi da giustificare il gap finale?

Non lo so, e sinceramente, dopo tutta questa fatica, avrei preferito non dovermi porre il problema se posso o non posso considerare il tempo finale come mio nuovo PB sulla mezza. Anche perché, in caso affermativo, non penso che riuscirò a migliorarlo ulteriormente in futuro.

Ad ogni modo sono molto soddisfatto di me stesso e dell'ottimo risultato ottenuto. Rapportato alla distanza classica vale una media di 4:16/Km, ma anche tenendo conto della distanza reale (o presunta tale) significa comunque 4:19/Km di media. Sono cioè riuscito a reggere fino alla fine col ritmo che mi ero prefissato.

Ma soprattutto sono contento che il mio corpo abbia retto fino in fondo uno sforzo simile senza che durante la corsa avvertissi un peggioramento sensibile dei sintomi, nonostante i problemi iniziali.

E questa è sicuramente l'indicazione migliore con cui torno a casa, a conforto della sensazione di eccessiva stanchezza fisica che mi pervade.

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