mercoledì 6 settembre 2017

Correre con il Parkinson si può

Con l'intensificazione e il progredire degli allenamenti le mie prestazioni sono migliorate. La corsa oltre ad essere una dipendenza è diventata per me una passione. Un anno e mezzo fa mi sono iscritto a una società podistica e ho cominciato a gareggiare a livello competitivo.

Oltre ad essere un parkinsoniano ora sono un runner.

Correre e gareggiare con il Parkinson – almeno nelle prime fasi – si può, la malattia non deve essere una scusa, altrimenti si rischia di scivolare nell'autocommiserazione. Solo c'è qualche complicazione in più.

Non bisogna dimenticarsi certe attenzioni e ci sono prassi e tempistiche da rispettare in maniera ferrea. Col tempo e con gli infortuni si impara a conoscerle e a seguirle con cura maniacale. Il riscaldamento, il riposo, i tempi di assunzione dei medicinali e del cibo, gli orari delle uscite, fino alla scelta delle scarpe e a come allacciarle. Non va tralasciato nulla.

Soprattutto bisogna imparare ad ascoltare il proprio corpo e a rispettarlo.

Se con impegno ci si prende cura di tutti i dettagli e non ci si arrende alle difficoltà e agli stop, allora correre con il Parkinson si può. E non intendo la corsetta della domenica mattina.

Ma ci vuole passione.
Dopaminoagonista

2 commenti:

Roberto Mottes ha detto...

ho il P. da tre anni
dopo il primo anno ho corso una maratona, ad oggi non riesco il piu' delle volte a fare una corsetta per stanchezza fisica
cosa consigli?

D.A. ha detto...

Grazie del commento!
Ti rispondo qui