domenica 19 agosto 2018

Ritorno alle gare (con infortunio)

Un disastro…

Non mi viene in mente un termine migliore per descrivere il mio infausto ritorno alle competizioni dopo sette mesi e mezzo dall'ultima gara disputata (con la notevole eccezione della Cortina-Dobbiaco di inizio giugno).

Colpa mia. Perché insisto ad iscrivermi ai trail nonostante tutti gli ultimi infortuni subiti siano stati il risultato della partecipazione proprio a trail o gare collinari.

Ma nella stagione estiva di gare in pianura non se ne trovano quasi per nulla, e in più la settimana scorsa, trovandomi in vacanza sulle Dolomiti, scopro che proprio nel paese dove alloggio (Soraga di Fassa) è in programma Domenica 12 Agosto la 44ma edizione della “Set Mases”, rinomata corsa competitiva di circa 8 Km su misto asfalto e sterrato, su e giù per le strade di Soraga e per i boschi limitrofi.


Subito sento risvegliarsi il mio spirito competitivo mai domo, che, visti i tanti mesi di astinenza dalle gare, mi spinge a provarci. E sono fortemente tentato a dargli ascolto.

Ma fino all'ultimo tentenno, frenato principalmente da preoccupazioni di tipo logistico: si corre proprio la mattina in cui dovrei rientrare a casa e ho paura che sia troppo complicato riuscire ad incastrare tutto; fra il check-out dell'albergo, i bagagli da caricare, la famiglia, i saluti e tutto il resto, è quantomeno ottimistico sperare di ricavarsi il tempo necessario per prepararsi con calma prima del via.

Soprattutto per me che a causa del Parkinson ho bisogno di lunghi tempi di preparazione pre-gara e di fare tutto con molta calma, per non stressarmi e permettere ai farmaci di fare il loro effetto.

Alla fine però, complici anche le discrete sensazioni fisiche delle ultime settimane, decido di correre. Si rivelerà un grosso errore, e ne pagherò care le conseguenze per molto tempo.

Del resto non ci si scampa: quando si ha la testa da un'altra parte bisognerebbe restarsene tranquilli anziché intestardirsi a voler correre una competitiva in un paesino sperduto fra i monti, per di più contro tutta gente del posto o quasi.

Ora, a posteriori, mi è chiaro che c'erano tutti i presupposti perché finisse male:
  • Come detto, la mente non era affatto sgombra, ma affollata da mille pensieri che mi distraevano, impedendomi di concentrarmi su quello che stavo facendo.
  • Anche se ero in vacanza, per vari motivi l'ultima settimana era stata piuttosto stressante per cui decisamente non ero mentalmente nelle condizioni ottimali.
  • Anche i muscoli delle gambe erano stanchi, perché venivo da un mese in cui avevo macinato centinaia di chilometri per riprendere la condizione migliore in vista della stagione autunnale.
  • Non ho ancora recuperato al 100% dall'ultimo infortunio al tendine d'Achille destro. L'ultima settimana poi non avevo strade pianeggianti sulle quali allenarmi, e i continui percorsi ondulati hanno influito sia sullo stress ai tendini che sull'affaticamento muscolare.
  • Nonostante avessi dato un'occhiata al tracciato, mi aspettavo ingenuamente un percorso molto più soft.
  • Ognuna delle voci precedenti è ovviamente amplificata dai sintomi del Parkinson, affaticamento e distonie in primis.
Viste le premesse, sarebbero dovuti scattarmi tutti i campanelli d'allarme!

E invece con lo spirito di competizione che mi offusca la vista, riesco ad ingannare me stesso e alle dieci di mattina sono schierato puntuale sotto l'arco di partenza, immerso in un variegato gruppo composto da qualche centinaio di contendenti, fra podisti seri (anche troppo), camminatori della domenica, adulti, giovani, ragazzi, bambini, ecc...

Sulla gara non c'è molto da raccontare: con in testa il pensiero che in fondo si tratta di meno di otto chilometri, allo sparo scatto in avanti affrontando il primo tratto ad un ritmo folle, intorno ai 4 min/Km, sottovalutando tragicamente la difficoltà del percorso che si rivelerà un'altalena di ripide salite senza fine, e ancor più ripide discese su maledetti sentieri sassosi. Su e giù come sulle montagne russe senza un attimo di tregua per riprendere il fiato.

Il percorso di gara.
Dopo la prima salita ero già in affanno…

Nei tratti in discesa in particolare non ero a mio agio, sentivo i polpacci stanchi e fragili e pensavo al mio tendine d'Achille destro ancora convalescente, per cui procedevo col freno a mano tirato. Mi superavano tutti! Uomini, donne e soprattutto bambini che letteralmente volavano giù per i sentieri saltando come dei grilli.

Nelle salite all'inizio riuscivo a recuperare un po' di terreno, ma presto mi sono ritrovato in riserva totale, e mi sono rassegnato a camminare come tutti gli altri su pendenze del 13% e oltre.

A quel punto, tramontata ogni velleità di piazzamento in classifica, la scelta più razionale sarebbe stata rallentare il ritmo e corricchiare in scioltezza per gli ultimi chilometri.

Ma purtroppo non ne sono mai stato capace, così continuo a spingere al massimo fino all'ultimo metro, fino all'ultima goccia di sudore, anche a dispetto di un dolorino che comincia a salirmi dal piede sinistro.

E infatti appena mi fermo mi ritrovo – oltre ad un ridicolo piazzamento finale – con un dolore acuto al tendine d'Achille, questa volta il sinistro, che in teoria era quello sano. Il dolore mi fa zoppicare così vistosamente che faticherò addirittura a raggiungere il parcheggio.

Me ne torno a casa sconsolato, su una gamba sola, senza nessuno tranne me stesso contro cui poter sfogare nervosismo, rabbia e frustrazione per essere costretto, per l'ennesima volta, a fermarmi e ad interrompere la preparazione.

Nell'ultimo mese ero finalmente riuscito a correre con continuità, accumulando 50-60 Km a settimana. Avevo recuperato un po' dell'allenamento perduto nei mesi scorsi e stavo puntando con convinzione alla maratona di Verona del 18 Novembre.

L'entità dell'infortunio non è ancora chiara, intanto questa settimana di chilometri ne ho fatti zero, e a questo punto probabilmente dovrò rivedere i miei piani e rinviare per l'ennesima volta l'appuntamento con la 42 Km. Anche la partecipazione alla Run Tune Up di Settembre – alla quale tengo particolarmente – è a rischio.

Ovviamente non mollo, perché dalla corsa dipende buona parte della mia salute fisica e mentale.

Ma questa volta proprio non trovo nessun argomento al quale attaccarmi a parziale motivo di consolazione.

Un nuovo stop|Bologna City Night Trail|Maratona di Bologna (rimandata)

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