mercoledì 29 agosto 2018

Se sei stanco corri

Prendo spunto per questo post da un messaggio inviatomi da un lettore del blog, anch'egli parkinsoniano ed ex-runner, che chiede consigli su come contrastare la stanchezza fisica e riprendere a correre.

Come non smetterò mai di ripetere, il Parkinson si manifesta in modi molto diversi da persona a persona, per cui io consigli non ne do, non avrebbe senso. Posso però raccontare la mia esperienza nella speranza che possa aiutare, che poi sarebbe uno degli scopi di questo blog.

Premessa:
Fare un'attività fisica che ci piace (non necessariamente la corsa) è un potente mezzo proprio per combattere la stanchezza, sia per questioni fisiche che mentali. Il movimento infatti oltre a migliorare agilità, elasticità ed equilibrio, è utile per scaricare lo stress e allontanare ansia e depressione.

Ma non è facile fare attività fisica se una stanchezza atavica si impossessa di noi e ci blocca, uccidendo sul nascere i nostri buoni propositi.

Ecco dunque in soccorso alcuni accorgimenti che ho maturato in questi anni:

  • Inizio una sessione di allenamento sempre e solamente in fase on di terapia, ossia sotto l'effetto della levodopa che assumo un'ora prima di correre.

  • In generale durante la giornata sperimento ampie fluttuazioni dei sintomi. Se riesco approfitto degli orari in cui sto meglio per fare sport, eventualmente spostando altri impegni.

  • Nei periodi di particolare spossatezza fisica assumo integratori di vitamine e sali minerali (magnesio, potassio e ferro), tipo Polase o simili, utili per contrastare la fiacca e la debolezza.
    Meglio se assunti lontano dai medicinali.

  • Ho scoperto che alcuni sintomi – fra i quali proprio la stanchezza – non erano dovuti solamente al Parkinson, ma anche ai farmaci dopaminoagonisti che servono per amplificare l'effetto della levodopa, e che assumo proprio per combattere la malattia.
    Senza di essi del resto aumentano i sintomi primari, cioè rigidità, tremore e lentezza nei movimenti, per cui va ricercato il giusto dosaggio che comporti il migliore compromesso fra benefici ed effetti collaterali.
    Non va dimenticato che lo scopo di ogni terapia è garantire la migliore qualità di vita possibile.
    Attenzione in particolare a Mirapexin e Requip.

  • La filosofia dei piccoli passi: se non riesco a correre, cammino. Se oggi riesco a fare solo cinque minuti, ma non mi arrendo, ho già vinto la mia battaglia giornaliera col Parkinson. E se insisto, so che presto riuscirò a farne sei.

Ne vale la pena?

Personalmente quando posso correre sto molto meglio, non c'è neanche paragone, sia a livello fisico che come concentrazione e rilassatezza mentale.

La corsa comporta sacrifici, è vero, ma mi restituisce con gli interessi una dose di benessere e di soddisfazione di cui non voglio assolutamente fare a meno.




Rallentare|La spesa energetica per i parkinsoniani|Dopaminoagonista

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