giovedì 31 maggio 2018

Non sarà Cortina



Domenica mattina correrò la Cortina-Dobbiaco.

Si tratta di una corsa competitiva di 30 km che ripercorre il vecchio tracciato ferroviario con partenza appunto a Cortina d'Ampezzo, in Veneto, e arrivo a Dobbiaco, in Sudtirolo.

È solamente la seconda volta in assoluto che mi spingo fino ad una distanza simile, dopo il felice esperimento di San Giovanni dello scorso anno.

La Cortina-Dobbiaco è una corsa speciale per me, perché trascorro le vacanze estive in quei luoghi da una vita, ed erano anni che sognavo di correre lungo quel tracciato incantevole, ma, per un motivo o per l'altro, ho sempre rimandato.

Ormai però ho imparato che con una malattia neurodegenerativa non ci si può più permettere di rimandare a lungo; per cui a inizio anno ho rotto gli indugi e mi sono iscritto.

domenica 20 maggio 2018

Finché posso continuare a correre, significa che sto vincendo io

Jimmy Choi

La prima volta che ho sentito parlare delle imprese di Jimmy Choi sono rimasto piacevolmente colpito, soprattutto a causa dei numerosi punti in comune che ho trovato fra la sua storia personale e la mia.

Ma non solo: ascoltando la sua testimonianza ho riscontrato anche una certa affinità di pensiero. Molte sue dichiarazioni rispecchiano la mia esperienza, in particolare i suoi sentimenti nei confronti della corsa sono per me pienamente condivisibili, al punto che potrei averli espressi io stesso.

martedì 8 maggio 2018

Un nuovo stop

(Qui e qui i primi due capitoli della storia)

Dopo anni di corse, di chilometri macinati e di infortuni patiti, qualsiasi runner impara a conoscere il proprio corpo in manera piuttosto accurata. Sa distinguere i diversi messaggi che manda e, in genere, sa quali risposte aspettarsi a determinati stimoli in ogni circostanza.

Chi poi come me soffre di disturbi del movimento deve dedicare al proprio corpo ancora più cure e attenzioni; dunque raramente accade che il fisico reagisca in maniera del tutto imprevedibile, tanto da rimanerci letteralmente sbalorditi.