lunedì 26 febbraio 2018

I benefici della corsa sul tapis roulant per i parkinsoniani

In questo articolo, pubblicato online lo scorso 11 dicembre su JAMA Neurology, vengono mostrati i risultati di uno studio denominato SPARX (Study in Parkinson Disease of Exercise), condotto da una collaborazione di tre università americane su un gruppo di pazienti ai primi stadi della malattia di Parkinson.

I partecipanti sono stati sottoposti per un periodo di sei mesi ad un esercizio fisico costante (corsa sul tapis roulant) a differenti intensità, con lo scopo di studiare la fattibilità di un allenamento intensivo per i malati di Parkinson e gli eventuali effetti benéfici sui sintomi e sulla progressione della malattia.

128 pazienti parkinsoniani sono stati arruolati da cliniche e ambulatori di Chicago, Denver e Pittsburgh tra il 1° maggio 2012 e il 30 novembre 2015. Tutti i partecipanti erano tra i 40 e 80 anni di età ed avevano la malattia di Parkinson in fase 1 o 2 della scala Hoehn-Yahr diagnosticata nei cinque anni precedenti. Prima di iniziare il test, nessuno dei partecipanti si stava già allenando abitualmente nemmeno ad intensità moderata, e non assumevano farmaci dopaminergici, né prevedevano di averne ancora bisogno almeno per i sei mesi successivi.

I ricercatori hanno diviso in modo casuale i partecipanti in tre gruppi:
  • il primo gruppo doveva eseguire per un periodo di sei mesi un esercizio di corsa sul tapis roulant ad alta intensità (cioè tra l'80 e l'85 percento della frequenza cardiaca massima) per quattro giorni a settimana;
  • il secondo gruppo avrebbe eseguito lo stesso esercizio con la stessa frequenza ma ad intensità moderata (dal 60 al 65 percento della frequenza cardiaca massima);
  • il terzo avrebbe mantenuto il proprio livello di attività fisica settimanale abituale.

Per valutare la fattibilità dell'esercizio fisico è stata controllata la costanza nel mantenere la frequenza cardiaca prescritta durante l'intera sessione di allenamento senza accusare particolari problemi fisici per almeno tre giorni alla settimana.
Gli esiti clinici finali dei test sono stati poi valutati in maniera sintomatologica osservando i cambiamenti nei pazienti del punteggio sulla scala UPDRS (Unified Parkinson's Scale Rating, una misura dei sintomi motori del Parkinson) a distanza di sei mesi.

I risultati hanno mostrato innanzitutto che l'allenamento col tapis roulant, anche ad alta intensità, è fattibile e prescrivibile in tutta sicurezza ai pazienti con Parkinson di recente insorgenza.
Inoltre la variazione media osservata nel punteggio della UPDRS è stata di appena 0,3 punti nel gruppo ad alta intensità, contro un aumento medio di 2,0 punti per il gruppo ad intensità moderata, e di 3,2 per il gruppo di controllo.

Gli autori dello studio hanno concluso che solamente l'allenamento su tapis roulant ad alta intensità sembra manifestare un qualche effetto neuroprotettivo capace rallentare il degrado delle capacità motorie nella malattia di Parkinson rispetto allo stile di vita abituale.
Questi risultati suggeriscono dunque che lo studio di tale tipo di esercizio merita di essere approfondito con ulteriori indagini per stabilirne meglio l'efficacia.



Qui l'articolo originale su JAMA Neurology
Qui la discussione e i commenti sullo studio degli esperti di Neurology Today

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