giovedì 1 febbraio 2018

ASICS FrontRunner: io ci provo

Nel 2017 ero venuto a conoscenza del progetto ASICS FrontRunner fuori tempo massimo per potermi candidare.

Fortunatamente l'azienda giapponese ha rilanciato da poco una nuova campagna di reclutamento per selezionare un secondo gruppo di atleti che andranno ad rinfoltire il team di 35 FrontRunner attivi in Italia dallo scorso anno.

Così ho deciso di provarci: mi sono candidato per diventare ASICS FrontRunner.


- Ma chi sono e cosa fanno gli ASICS FrontRunner? E perché voglio farne parte anch'io?


Sinceramente, non mi è ancora del tutto chiaro che cosa concretamente si debba fare una volta che si viene selezionati.

Riporto dalla pagina web ufficiale del progetto:

“La loro missione è condividere la propria esperienza sportiva, la passione per la corsa, e ispirare altre persone a muoversi.”

“Allenamenti, gare, emozioni, immagini, divertimento e amore per la corsa. Ecco cosa condividono i runner della community ASICS. Tra di loro, ma anche con i loro contatti e con il mondo dei social.”

“La community degli ASICS FrontRunner nasce per avvicinare le persone che condividono lo stesso amore e la stessa passione per la corsa. Vogliamo essere in prima linea nella creazione di una comunità che possa aiutarli a crescere come persone e come runner. La nuova campagna ASICS I MOVE ME ha l’obiettivo di avvicinare le persone alla nostra filosofia, di dimostrare loro come sia possibile vivere sani e felici grazie allo sport e alla corsa.”

“Vogliamo costruire e far crescere una community mondiale di runner. I loro racconti e le loro esperienze, condivise attraverso i social media, sapranno aprire nuovi confini e ispirare gli altri.”

“Gli ASICS FrontRunner sono ambasciatori del marchio e della sua filosofia. Condividono la loro passione per la corsa e motivano gli altri nel mondo digitale così come in quello reale, semplicemente vivendo e amando quello che fanno, dedicando gran parte del loro tempo al movimento, stimolando se stessi e gli altri all’attività fisica...”


Vediamo un po'. Per quanto riguarda l'amore e la passione per la corsa direi che ci sono.

Che sia possibile vivere sani e felici grazie allo sport e in particolare alla corsa è esattamente ciò che dimostra la mia storia personale, ed è uno dei motivi per cui ho aperto questo blog.

Anche l'aspetto motivazionale nei confronti degli altri – sul quale insistono molto – direi che mi appartiene, non solamente grazie al blog, ma anche tramite l'organizzazione annuale della Run for Parkinson's di Bologna.


- Già, cosa c'entra il Parkinson con tutto ciò?


C'entra, ed è il motivo principale per cui non mi dispiacerebbe entrare a far parte del progetto.

Sfogliando le foto dei FrontRunners classe 2017, leggendo le loro storie, i racconti che pubblicano e le esperienze che condividono mi sono reso conto che qualcosa non torna.

Provo a spiegarmi:

Il gruppo è “volutamente eterogeneo” certo, però se lo si guarda con gli occhi di chi come me convive con una qualche forma di malattia, il messaggio che arriva è che la corsa sia roba riservata solo a chi “sta bene”, a chi – senza rendersene conto – è fortunato e se la può permettere.

D'altronde se metti insieme un gruppo di trenta persone sane, ben allenate, in forma, che “dedicano gran parte del loro tempo al movimento” e poi concludi che grazie alla corsa si può vivere sani e felici, secondo me non hai dimostrato un granché.

Io conosco molte persone per le quali fare attività fisica è oggettivamente complicato. Persone alle quali il movimento costa una fatica spropositata. Persone che devono affrontare ostacoli enormi, che scoraggerebbero chiunque. Persone svantaggiate, ma che ci provano.

Queste persone difficilmente si sentiranno ispirate e stimolate da esempi così lontani dalla loro esperienza quotidiana.

L'esercizio fisico – in particolare la corsa – vorrei vederlo calato davvero in TUTTE le realtà. Il mio slogan “Correre con il Parkinson si può” vuole essere una testimonianza concreta in questo senso.

La corsa migliora la qualità di vita dei malati di Parkinson, non mi stancherò mai di sottolinearlo, e la mia mission è ispirare, motivare, invogliare a muoversi anche loro.

Altrimenti non mi venite a dire che i FrontRunners sono “un esempio di come il running unisca e accomuni tutti”.

Forse nelle intenzioni, ma non so se in ASICS si rendano conto che il loro gruppo “volutamente eterogeneo” rappresenta in verità, al momento, una ristretta élite di privilegiati.



Run for Parkinson's|Dopaminoagonista|Corrida del Progresso… Olé!

Nessun commento: