giovedì 25 gennaio 2018

Nike Zoom Fly

Peso dichiarato: 238 g
Numero: 14 US - 48.5 EU
Peso: 321 g
Drop: 10
Km percorsi: 70

Pro: a ritmi veloci massimo ritorno di energia, rapida transizione tacco-punta, reattive, veloci, sensazione di spinta continua. Ammortizzate, comode, tomaia confortevole, molto leggere. Non stancano le gambe.
Contro:  Poca versatilità, a ritmi lenti diventano inadatte, rigide, legnose, impegnative.


Ci ho messo un po' di tempo a scrivere la recensione di queste “Zoom Fly”, a causa soprattutto della loro estrema peculiarità che le rende difficili da inquadrare.

Le ho tenute ai piedi solamente per 70 chilometri, ma ho fatto in tempo a correrci una gara di 15 Km e un lungo di 22, prima di fermarmi per la pubalgia, per cui sono riuscito a farmi un'idea abbastanza esaustiva. Ovviamente non posso dire nulla sulla resistenza all'usura.

Avevo letto una valanga di recensioni positive su queste scarpe; sono le sorelle minori delle “Vaporfly 4%” progettate dalla Nike per il “Breaking 2”, delle quali rappresentano la versione amatoriale con un prezzo decisamente più accessibile. E così, molto incuriosito, ho deciso di provarle.

Il primo pensiero che ho avuto quando le ho tirate fuori dalla scatola è stato: “E io dovrei correre con queste zattere?”.

Diciamo che saltano subito all'occhio diverse caratteristiche fuori dal comune:

  • lo spessore della suola che le rende simili a delle “zeppe”;
  • la larghezza esagerata nella parte anteriore e in generale l'ingombro volumetrico di tutta la scarpa;
  • la punta rialzata e la mancanza di un pezzo di suola sotto la parte anteriore, per cui appena indossate si rischia di cadere in avanti al primo passo.
  • il tallone al contrario molto stretto, con la suola che si estende all'indietro oltre il piede, ma anche qui non poggia a terra a causa di un vistoso taglio a V;
  • il battistrada piatto e sottile, in controtendenza;
  • l'incredibile leggerezza considerato il volume XXL della scarpa;
  • ma soprattutto la suola talmente rigida da non riuscire a fletterle con le mani.

Alla prima uscita, l'impatto iniziale è negativo: durante il riscaldamento i piedi faticano parecchio a flettere la scarpa e l'avampiede cozza rumorosamente sulla strada.

La suola infatti contiene una piastra rigida in Nylon, annegata in un soffice strato di Lunarlon, a sua volta inserito in un rivestimento esterno in schiuma. Il piede affonda leggermente nella schiuma e, a basse velocità, dove la spinta è inferiore, non riesce a flettere la piastra.

Risultato: sembra di correre con gli zoccoli, sensazione aumentata dallo scalpiccio che producono sull'asfalto.

Ma è quando si comincia a spingere che queste scarpe rivelano tutto il loro valore.

La placca incorporata nell'intersuola per tutta la sua lunghezza quando viene piegata tende a riprendere la sua forma originale producendo un effetto trampolino che trasmette alle gambe un ritorno di energia pazzesco.

La schiuma esterna, progettata appositamente per non disperdere la spinta lateralmente, aumenta l'effetto.

Sembra di correre con le molle, il piede rimbalza sull'asfalto e ti spinge in avanti, grazie anche alla suola arrotondata che facilita la rullata e garantisce una veloce transizione tacco-punta.

Nessuna scarpa mi aveva mai dato una sensazione di reattività e velocità lontanamente paragonabile a questa. Non ti permettono di andare piano. Gli ultimi chilometri di gara li ho corsi costantemente in spinta. Mi sembrava di volare.

E l'aspetto migliore è che questa propulsione continua non pregiudica né ammortizzazione e morbidezza a contatto col suolo – grazie all'elevato spessore della suola in schiuma e Lunarlon – né protezione e stabilità, grazie all'ampio battistrada.

Sono scarpe pensate unicamente per lavori veloci, progettate per rendere la corsa più efficace a ritmi elevati. Più spingi e più ti aiutano.

Un'altra sensazione positiva è che a fine corsa le gambe erano meno stanche del solito. Forse dipende dall'elevato spessore ammortizzante e dalla comodità della suola, non lo so, ma anche nei giorni successivi i muscoli non erano affaticati come mi aspettavo.

Viceversa non sono assolutamente adatte ad essere utilizzate per corse lente.

Quando il ritmo cala il passo non riesce più naturale. Si corre proprio male. Nonostante lo sforzo, la suola rimane rigida e questo crea un lavoro aggiuntivo per il piede causando affaticamento. Sulle lunghe distanze si ha addirittura una sensazione di intorpidimento e il piede dopo un po' diventa insensibile.

In definitiva le Zoom Fly non sono scarpe versatili. Le loro caratteristiche le rendono adatte solamente alle gare – anche su distanze importanti – o ai lavori veloci.

La suola è talmente preponderante e innovativa che monopolizza l'attenzione, ma anche la tomaia merita due parole: in tessuto Flymesh traspirante e senza cuciture, ha una buona calzata, ben stretta nella zona posteriore e più spaziosa attorno alle dita, ma solamente una volta che si è trovata la giusta tensione nello stringere i lacci, operazione che si è rivelata per me alquanto complicata.
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