mercoledì 17 gennaio 2018

La questione Scarpe da Running

Approfittando del riposo forzato di queste settimane, ho trovato il tempo per scrivere una serie di articoli sull'unico tipo di attrezzatura da running per cui vale la pena spenderci del tempo per la scelta e dei soldi per l'acquisto, ossia le scarpe.

Col passare del tempo e dei chilometri ho compreso sempre meglio i requisiti che deve soddisfare il tipo giusto di scarpa per le mie esigenze e ho maturato alcune convinzioni. Per cui, tenendo a mente le solite raccomandazioni, ecco le cinque caratteristiche che prediligo per le mie scarpe da corsa:
  1. Fondamentale è la leggerezza. È vero che per ogni tipo di allenamento o di gara c'è una scarpa adatta, però, in generale, io adoro correre con scarpe leggere, diciamo sotto i 250g a scarpa per il numero di riferimento (solitamente 43). Solo le scarpe che rispettano questo limite di peso mi danno quella sensazione di correre con le ali ai piedi.
    In più sono convinto che meno peso ci si porta dietro attaccato alle caviglie, meno si sforzano muscoli e tendini, col risultato che – contrariamente a quanto si pensi – le scarpe leggere proteggono maggiormente dagli infortuni.
    Inoltre da qualche anno tutti i brand hanno cominciato a riempire le suole dei propri modelli con schiume particolari ultraleggere che garantiscono ammortizzazione ed elasticità senza influire troppo sul peso.

  2. I miei piedi sono lunghi e stretti, per cui ho bisogno di scarpe fascianti, soprattutto nella zona del tallone per evitare che il piede “scappi” ad ogni passo, e nella zona mediale per evitare di “ballare” dentro le scarpe.
    Esistono per fortuna modelli studiati per piedi a pianta larga e altri più adatti a piedi stretti.

  3. Durante la corsa il mio appoggio è leggermente di “retropiede”, cioè spostato verso il tallone, e non ho intenzione di cambiare il mio stile di corsa. Per cui ho bisogno di un drop abbastanza elevato. In genere sono abituato a correre con un differenziale di 10 mm, ma posso anche calare un po', diciamo non oltre i 6-7.

  4. Per non sollecitare troppo le articolazioni delle gambe, del bacino e della schiena, preferisco correre con scarpe che abbiano anche un minimo di ammortizzazione, soprattutto nel tallone, considerato il mio tipo di appoggio “arretrato”.

  5. A causa della distonia dovuta al Parkinson, tendo a contrarre le dita dei piedi, in particolare del sinistro. Ho bisogno quindi di scarpe con un po' più di spazio in punta, in modo che le dita dei piedi si possano muovere liberamente, e possibilmente leggermente ammortizzate anche nella zona anteriore per evitare ogni volta di finire le corse con le dita doloranti.

Normalmente preferisco ruotare tre modelli diversi contemporaneamente, alternandoli nelle uscite settimanali. Questo comporta alcuni vantaggi:

Innanzitutto si ha la possibilità di usare ogni scarpa per il tipo di allenamento per il quale è stata concepita (fondo lento, ripetute veloci, ecc…).

Inoltre lasciar riposare la scarpa qualche giorno tra un utilizzo e il successivo ne diminuisce l'usura, ne aumenta il tempo di vita e impedisce di correre su scarpe “affaticate”.

Infine, cambiare modello di scarpa significa avere un tipo di appoggio diverso tra un uscita e l'altra e di conseguenza varia leggermente anche la meccanica di corsa.

Tutto questo si traduce in una riduzione del rischio di infortuni

Dopo questa introduzione un po' prolissa, ecco i modelli di scarpe che ho utilizzato di recente coi link alle mie recensioni:
  1. New Balance 1400v5, “le essenziali”. Sono le mie preferite. Forse le migliori scarpe da running che abbia mai posseduto.

  2. Brooks Glycerin 15, “le affidabili”. Buona ammortizzazione, ma imbottitura e peso eccessivi.

  3. Nike Free RN Flyknit 2017, “le impercettibili” avvolgono il piede come dei guanti e ti dimentichi di averle ai piedi.

  4. Nike Zoom Fly, “le rimbalzanti”, per l'incredibile ritorno di energia che ti danno.

Disclaimer|Distonia|Prevenire gli infortuni

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