venerdì 15 dicembre 2017

Verso Castel Maggiore

Come da programma, domenica correrò la mia ultima gara stagionale. Si tratta nuovamente di una mezza maratona, la “Corrida del Progresso” di Castel Maggiore.

Avrei voluto arrivarci carico e allenato, pronto per puntare al mio personale Breaking 1.5, ossia a infrangere il muro dell'ora e mezza nella maratonina, a coronazione di una stagione già ricca di risultati e soddisfazioni.

Invece sono decisamente fuori forma.

Negli ultimi mesi in effetti ho chiesto molto al mio fisico. Devo dire che finora ha sempre risposto in modo puntuale ed efficiente, ogni volta meglio di quanto sperassi, con un aumento delle performance pressoché costante ad ogni gara.

Però è praticamente da inizio Luglio – quando ho cominciato la preparazione per la Run Tune Up – che non mi fermo. Da allora ho corso una dozzina di gare e ormai sono entrato in riserva.

I segnali sono chiari: faccio sempre più fatica a recuperare tra un allenamento e l'altro, da un po' di tempo mi trascino qualche piccolo acciacco, e ho la sensazione che anche lo stimolo per spingere sull'acceleratore si sia temporaneamente attenuato.

Domenica scorsa per variare un po' l'allenamento ho provato un trail collinare in solitaria. Solo che mi sono perso! Così alla fine per rientrare ho dovuto percorrere molti chilometri in più del previsto. Inoltre, a causa probabilmente della carenza di dopamina dovuta all'esaurirsi dell'effetto dei farmaci, ho corso (più che altro mi sono trascinato) gli ultimi chilometri con forti dolori ai muscoli delle gambe e soprattutto agli addominali.

Martedì avevo in programma un 4x3000 a ritmo gara di rifinitura in vista della mezza di domenica ma non sono riuscito a completarlo. E anche nel lento defaticante di oggi ho avvertito le gambe stanche e ancora un preoccupante dolore agli addominali.

In sostanza mi sembra improbabile riuscire a migliorare il tempo di Calderara in queste condizioni. Avrei bisogno soprattutto di due notti di sonno lungo e profondo per consentire ai muscoli di ritemprarsi, ma è un lusso che col Parkinson non è più consentito.

Scendere sotto l'ora e trenta equivalerebbe a tenere un ritmo gara di 4'15" /Km. Proverò a partire con un passo leggermente più lento e poi dipenderà dalle sensazioni che mi trasmetterà il mio corpo.

Se dopo pochi chilometri starò già boccheggiando allora rallenterò e mi godrò la corsa (che non è mai una cattiva idea). Se invece riuscirò ad arrivare a due terzi di gara viaggiando a ritmo costante, allora ci proverò.

Dopodiché mi prenderò una decina di giorni di riposo durante il quale saranno permesse solo corsette leggere di scarico, possibilmente in contesti piacevoli e dimenticandosi dell'orologio.

E dopo Natale si comincia la preparazione per la maratona...

Stay tuned!

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