lunedì 4 dicembre 2017

Bologna City Night Trail

Forse avrete notato che da un po’ di tempo non pubblico aggiornamenti sull'andamento della mia convivenza con il Parkinson.

A pensarci bene c'è una ragione dietro a questa dimenticanza: la sensazione che nelle ultime settimane l’intensità dei sintomi della malattia si sia attenuata in maniera chiaramente percettibile (a parte forse la stanchezza). Tanto che più di una volta mi sono dimenticato di prendere i farmaci, senza per questo avvertire grossi peggioramenti nel tremore, nella rigidità e in generale nei movimenti.

L’aspetto curioso è che questo momento di relativa “quiete sintomatologica” non avviene durante un periodo di riposo e di tranquillità fisica e mentale. Tutt'altro!

L’ultima settimana ad esempio è stata sia stressante mentalmente, a causa dell’accavallarsi di troppe incombenze e impegni da onorare, sia impegnativa fisicamente, con tre gare e due allenamenti in soli sette giorni.

Sabato scorso poi ho decisamente esagerato: ho corso addirittura una “doppia”, ossia una gara al pomeriggio ed una alla sera.

Alle due di pomeriggio – solito orario ignobile e del tutto insensato – mi aspettava l’ennesima campestre, sesto e penultimo episodio del Bologna Cross, sulla quale non c’è molto da aggiungere rispetto a quanto detto per le tappe precedenti: cinque chilometri tirati dall'inizio alla fine, ogni volta riesco ad andare più veloce della precedente, ma il mio piazzamento finale non va mai oltre la metà classifica.

Alle sei di sera invece si disputava la prima edizione del Bologna City Night Trail, una corsa in notturna con tanto di torcia sulla fronte e camel bag sulle spalle (in verità un peso inutile) e soprattutto con un percorso veramente suggestivo: partenza di fronte allo stadio e, dopo aver salito i quattro chilometri del celebre Porticato di San Luca, si vaga per parchi e sentieri a toccare alcuni dei punti panoramici più famosi dei colli bolognesi.

Il percorso del Bologna City Night Trail 2017

L’occasione era troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire, però sapevo anche che correre 16 Km con 600 m di dislivello positivo dopo i 5 Km “a tutta” del pomeriggio non sarebbe stata una buona idea, in generale per chiunque e a maggior ragione per me.

Così l’approccio iniziale è stato “intanto mi iscrivo, quando sono lì vedo come sto e poi decido”.

Dopodiché sono passato a un “vabbè, tanto è una non competitiva, la faccio correndo lentamente così me la gusto anche di più”.

E a ripensarci adesso quello era senza dubbio il comportamento migliore da adottare, se non fosse per il mio spirito competitivo che a un certo punto è riuscito a far tacere ogni ragionamento logico e ha deciso che dovevo chiuderla nel minor tempo possibile.

Per cui una volta superato il ristoro (senza fermarmi a perder tempo) nell'incantevole parco di Villa Puglioli (con una vista su Bologna by night da set hollywoodiano), giù a tutta in mezzo ai prati fino a Villa Spada, poi senza paura su per due chilometri di tornanti fino all'eremo di Ronzano, giù a Villa Ghigi, su di nuovo per sentieri fangosi fino in cima al colle dell’Osservanza (altri panorami mozzafiato) e poi giù in picchiata fino ai viali, neanche fossi braccato da qualcuno; tutta via Saragozza tirandoci al massimo possibile (a proposito ma quanto è lunga via Saragozza? Sembrava infinita!), di nuovo lo stadio e finalmente posso crollare sul traguardo, coi quadricipiti in fiamme, i crampi ai polpacci e il gps che segna 18,6 Km (ma non dovevano essere 16?).

Alla fine il percorso molto affascinante – con certi passaggi da pelle d'oca – ha reso senza dubbio l'esperienza indimenticabile e l'evento imperdibile, per cui sono convinto che ne sia valsa assolutamente la pena.

Peccato solo che stia scrivendo questo post lunedì sera e nonostante i massaggi, la cyclette e la corsetta defaticante di stamattina, i muscoli mi facciano ancora parecchio male.

Ma quand'è che imparerò a rallentare?

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