domenica 1 ottobre 2017

Maratona?

È possibile correre una maratona avendo contratto la malattia di Parkinson da almeno 10 anni?

In generale, la risposta è sì, è possibile.

Ma, come detto, il Parkinson si manifesta in maniera multiforme, sia come sintomatologia che come aggressività, per cui, in verità, la domanda corretta è:

Riuscirei io a correre una maratona?

Ovviamente se la maratona fosse domani, la risposta sarebbe “no”. Al mio livello di forma attuale penso che anche una persona sana avrebbe bisogno di – più o meno – altri tre mesi di preparazione. Quindi:

Allenandomi opportunamente, sarei in grado io di correre una maratona?


Però anche così è ancora troppo generica. Mi spiego:

Quando racconto a qualcuno la mia passione per la corsa, mi succede spesso di ricevere commenti del tipo:

– "Sai, anch'io ho un amico (cugino, nipote, amico dell'amico, ...) che corre. Quello lì però è uno tosto, ha fatto anche la maratona! (nove volte su dieci, di New York)".

Poi vai a vedere e scopri che per arrivare al traguardo ci ha messo 6 ore.

Allora vorrei chiarire questo punto:

TUTTI POSSONO FARE LA MARATONA.

È ovvio che dipende dal tempo che ci si mette. Se per completare 42 chilometri e 195 metri ci si impiega mezza giornata, non è poi tutto ‘sto gran risultato.

Per cui la domanda diventa:

Allenandomi opportunamente, sarei in grado io di correre una maratona in un tempo massimo di – diciamo – 4 ore?

Altra limitazione: il Parkinson è degenerativo, il che significa che per quanto si riesca a rallentarne il decorso, i sintomi diventano via via sempre più invalidanti e dunque oggi va peggio di ieri e domani andrà peggio di oggi. C'è chi riesce a fare cose incredibili anche dopo molti anni di malattia, ma non posso prevedere come sarà il decorso futuro nel mio caso.

Questo per dire che, se anche riuscissi a correre una maratona oggi, non vuol dire che tra sei mesi ci riuscirò ancora. La finestra di tempo a disposizione si sta restringendo e non si può sapere per quanto ancora rimarrà aperta. È indispensabile pertanto aggiungere anche un orizzonte temporale:

Allenandomi opportunamente, sarei in grado io di correre una maratona in un tempo massimo di 4 ore entro – diciamo – la fine del 2018?

Ultima annotazione: io ritengo che correre faccia bene per tutti i motivi che ho spiegato. Ma, come per ogni cosa, correre troppo diventa nocivo. E sono anche abbastanza convinto che 42 chilometri e 195 metri ricada già oltre il confine del troppo. Ma se la maratona è troppo affaticante per una persona sana, allora per me lo è troppissimo!

Eppure tantissime persone, sane e malate, corrono la maratona ogni anno in ogni parte del mondo. Perché lo fanno? Per lo stesso motivo per cui vorrei farlo io: perché è ciò che le rende felici.

Tornando alla domanda iniziale, va aggiunta un'ultima postilla:

Allenandomi opportunamente, sarei in grado io di correre una maratona in un tempo massimo di 4 ore entro la fine del 2018, senza compromettere del tutto il mio fisico già deteriorato?

La risposta è: NON LO SO.

Ma la risposta ora non è importante; la cosa importante è che da un po' di tempo mi frulla in testa questa domanda.

E sono proprio curioso di vedere dove mi porterà.

Vi terrò aggiornati!

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