domenica 24 settembre 2017

Ferrara

Altra domenica, altra trasferta, questa volta a Ferrara per la mia prima "Diecimiglia".

Comincio il riscaldamento e sento le gambe che si lamentano un po'. I muscoli quadricipiti in particolare sembrano farmi notare che ultimamente ho un po' esagerato con il carico: 14 giorni fa la Run Tune Up, domenica scorsa i 30 Km di San Giovanni non ancora pienamente recuperati, e oggi altra competitiva. In mezzo ho inserito quasi esclusivamente lenti rigeneranti e allunghi, con un fartlek come unica seduta di qualità.

A parte questo mi sento bene. Ho tanta curiosità per questa dieci miglia di cui tutti sembrano tessere le lodi. Del resto viene presentata ufficialmente come "la corsa più bella che c'è", per cui è naturale farsi grandi aspettative.


Ma con delusione devo dire che le mie aspettative non sono state ripagate.

Dopo circa tre chilometri di città, intramezzati da un girotondo dentro un giardinetto pubblico, si raggiunge il tratto di antiche mura che sarà il teatro vero e proprio della corsa.

A quel punto comincia un su e giù, avanti-indietro per questo tratto di 4 Km di mura, nel quale sinceramente io non ci ho trovato nulla di "affascinante e spettacolare".

Fra l'altro chi ha disegnato il percorso ha deciso di inserire qua e là alcuni strappi ripidi per spezzare il ritmo (e il fiato), che a me risultano particolarmente indigesti. Opinione personale ben inteso, ci sono anche quelli a cui piacciono.

Come se non bastasse sul più bello comincia a piovere a catinelle, ed essendoci ampi tratti di sterrato, di fatto ci ritroviamo a correre in mezzo alle pozzanghere di fango.

Finalmente al 15° chilometro abbandoniamo ‘sto muro e rientriamo, sempre sotto l'acquazzone, a piazzale Ariostea per lo sprint finale.

E, come sempre, il momento migliore è l'arrivo: anche questa volta (come alla Run Tune Up) superato il traguardo mi aspetta una ragazza, ancora più carina e ancora più sorridente di quella di Bologna, che mi mette al collo un'altra medaglia, e questa volta la sensazione è di essermela veramente meritata.

Visto il diluvio che imperversa, nessuno ha voglia di attardarsi al ristoro, per cui ci ammassiamo dentro il tendone spogliatoio dove almeno posso asciugarmi e cambiarmi.

Peccato solo che la macchina sia parcheggiata a un chilometro di distanza e qui non siamo a Bologna, per cui niente portici.

E così, mentre risalgo in macchina, di nuovo completamente zuppo, ringrazio almeno che stamattina ho deciso che non sarebbe stato saggio venire a Ferrara in motocicletta.
Run Tune Up 2017|Du Pas Par San Zvan

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