domenica 20 maggio 2018

Finché posso continuare a correre, significa che sto vincendo io

Jimmy Choi

La prima volta che ho sentito parlare delle imprese di Jimmy Choi sono rimasto piacevolmente colpito, soprattutto a causa dei numerosi punti in comune che ho trovato fra la sua storia personale e la mia.

Ma non solo: ascoltando la sua testimonianza ho riscontrato anche una certa affinità di pensiero. Molte sue dichiarazioni rispecchiano la mia esperienza, in particolare i suoi sentimenti nei confronti della corsa sono per me pienamente condivisibili, al punto che potrei averli espressi io stesso.

martedì 8 maggio 2018

Un nuovo stop

(Qui e qui i primi due capitoli della storia)

Dopo anni di corse, di chilometri macinati e di infortuni patiti, qualsiasi runner impara a conoscere il proprio corpo in manera piuttosto accurata. Sa distinguere i diversi messaggi che manda e, in genere, sa quali risposte aspettarsi a determinati stimoli in ogni circostanza.

Chi poi come me soffre di disturbi del movimento deve dedicare al proprio corpo ancora più cure e attenzioni; dunque raramente accade che il fisico reagisca in maniera del tutto imprevedibile, tanto da rimanerci letteralmente sbalorditi.

lunedì 30 aprile 2018

Come ho sconfitto la pubalgia

Ebbene sì, ne sono uscito.

Dai primi di Aprile, dopo circa tre mesi di stop, ho ricominciato a correre.

All'inizio con molta cautela, pochi chilometri per volta intervallati da camminata e da esercizi specifici. Il processo di guarigione era avviato ma gli addominali erano ancora parecchio doloranti, soprattutto al termine di ogni uscita.

Poi, man mano che sentivo il dolore affievolirsi, ho gradualmente aumentato il carico. Alcuni giorni avevo meno fastidio, altri il dolore tornava fuori, ma ho insistito, con fiducia e ottimismo. E, anche se a rilento e in maniera a volte impercettibile, la situazione progressivamente migliorava.

Così nelle ultime tre settimane sono riuscito a correre in media 30 Km, compresa un'uscita singola di 15 Km già messa in archivio.

domenica 29 aprile 2018

Run for Parkinson 2018: un bilancio

Faccio un breve resoconto finale della terza edizione della Run for Parkinson's di Bologna.

Innanzitutto neanche quest'anno il meteo ci è stato molto favorevole: curiosamente per tre anni su tre il tempo è stato sempre lo stesso, ossia cielo grigio completamente coperto e temperature sotto media, ma fortunatamente niente pioggia.

Il tempo incerto e le previsioni di rovesci del servizio meteo probabilmente hanno contribuito a scoraggiare qualcuno da alzarsi dal letto la domenica mattina presto. Il numero di iscritti infatti è stato poco meno di 1800, in calo rispetto allo scorso anno. La partecipazione dei gruppi podistici bolognesi è rimasta più o meno la stessa, per cui sono diminuite soprattutto le iscrizioni singole.

martedì 10 aprile 2018

Cinque giorni alla Run for Parkinson

Ormai ci siamo; stiamo terminando gli ultimi preparativi in vista della terza edizione della Run for Parkinson's di Bologna di domenica prossima 15 Aprile.

Le iscrizioni procedono a gonfie vele, sia quelle dei gruppi che quelle dei singoli, e si va verso una riconferma dei numeri dello scorso anno, quando superammo i duemila iscritti.

sabato 31 marzo 2018

Non è mai troppo tardi per iniziare a muoversi

Ho deciso di rispolverare questo articolo, pubblicato su Parkinson Journal un anno fa, perché lo ritengo il più significativo fra i vari studi condotti finora su pazienti parkinsoniani a sostegno dell'efficacia dell'attività fisica, e già da un po' di tempo mi ero ripromesso di dedicargli un post.

Lo studio, condotto da un team di ricercatori statunitensi guidato da Miriam R. Rafferty della Northwestern University and Rehabilitation Institute di Chicago, possiede infatti diverse caratteristiche rilevanti:

domenica 18 marzo 2018

Rosaria Renna alla Run for Parkinson di Bologna


Rosaria Renna madrina della Run for Parkinson

La collaborazione di Rosaria Renna con la Run for Parkinson dura ormai da qualche anno. La conduttrice radiofonica già nel 2016 decise di aderire alla causa e di sostenere la lotta alla malattia di Parkinson facendo da madrina a questa manifestazione podistica, nata in Spagna ma cresciuta negli anni soprattutto nel nostro paese.

mercoledì 7 marzo 2018

Ancora ai box

Sono passati due mesi dall'ultima volta che ho infilato ai piedi le scarpe da corsa e – purtroppo – sono ancora fermo, sempre per lo stesso motivo.

Questa maledetta pubalgia non vuole guarire. Ho fatto tutto il possibile: sono stato a riposo, ho preso gli antinfiammatori, ho fatto la tecarterapia, il laser multi-frequenza, la neuromodulazione. Ho fatto due visite fisiatriche, una visita neuro-fisiatrica, un'ecografia muscolo-tendinea e una risonanza magnetica. Ho provato la fisioterapia, lo stretching e gli esercizi isometrici.

lunedì 26 febbraio 2018

I benefici della corsa sul tapis roulant per i parkinsoniani

In questo articolo, pubblicato online lo scorso 11 dicembre su JAMA Neurology, vengono mostrati i risultati di uno studio denominato SPARX (Study in Parkinson Disease of Exercise), condotto da una collaborazione di tre università americane su un gruppo di pazienti ai primi stadi della malattia di Parkinson.

I partecipanti sono stati sottoposti per un periodo di sei mesi ad un esercizio fisico costante (corsa sul tapis roulant) a differenti intensità, con lo scopo di studiare la fattibilità di un allenamento intensivo per i malati di Parkinson e gli eventuali effetti benéfici sui sintomi e sulla progressione della malattia.

domenica 18 febbraio 2018

Quando corro il Parkinson sembra scomparire

Michael Westphal, classe 1957 del Maine, da giovane era un runner di quelli seri, in grado di registrare personali di 1:10:50 sulla mezza e 2:29:32 sulla maratona.

Tra la fine degli anni ‘70 e l'inizio degli anni ‘90 ha corso quattordici maratone, fra cui per tre volte quella di Boston, la prima volta nel 1979, l'ultima nel 1986.

Ha disputato la sua ultima maratona nel 1992. Nel 1994 Michael, che di professione fa il carpentiere, ha deciso di prendersi una pausa dalle competizioni per concentrarsi sugli affari e sulla famiglia, continuando a correre solo saltuariamente per mantenere l'esercizio. Fino a fermarsi del tutto quando cominciarono a manifestarsi i primi sintomi del Parkinson nei primi anni 2000.